Martedì 13 Luglio 2010

Pdl/ Frattini e Gelmini insistono: Serve coordinatore unico

Roma, 13 lug. (Apcom) - Spiega di essere troppo impegnato a fare il ministro degli Esteri, di poter fare "una cosa alla volta", insomma di non poterlo fare lui come si vocifera in Transatlantico, ma Franco Frattini rilancia con forza la strada del coordinatore unico del Pdl. Prima di lui, in un'intervista al 'Giornale', anche Mariastella Gelmini era tornata a chiedere quella che definisce una "scelta di maturità" del partito. Ma se la tentazione di Silvio Berlusconi di "rimettere mano al partito" è forte da tempo, non sembra ancora giunto il tempo di un cambio del triumvirato che dal congresso fondativo guida il partito. "In questo momento è una cosa che non esiste", spiega un esponente di vertice del Pdl. Troppo forte la pressione - anche da parte della componente finiana - su uno dei triumviri, Denis Verdini, finito nel ciclone dell'inchiesta P3, per intervenire ora sui coordinatori; e troppo ampie le conseguenze a catena sui piani più bassi di via dell'Umiltà per aprire ora il dossier. Argomenti, quelli di chi si oppone ad una rivoluzione, ben noti anche a chi invece la propone: la stessa Gelmini precisa che "Verdini non deve dimettersi, noi siamo garantisti", ma al tempo stesso osserva che "il coordinatore unico sarebbe un passaggio ulteriore di maturazione del Pdl perchè vorrebbe dire che non ci sono più componenti ma c'è l'unità". Così come Frattini, pur ribadendo che il coordinatore è una scelta "importante e possibile", riconosce che "va deciso nelle strutture del partito. Non si può improvvisare una decisione del genere". Anche perchè chi nel Pdl è contrario all'ipotesi sottolinea il "dato oggettivo contro cui si scontrerà la proposta: bisognerebbe convocare il congresso e cambiare, a maggioranza qualificata, lo statuto che prevede il triumvirato", spiega un ministro pidiellino. Oppure l'Ufficio di presidenza dovrebbe proporre la modifica al Consiglio nazionale, che dovrebbe approvarla a maggioranza dei due terzi. Insomma ad una soluzione del genere, spiega un altro ministro del Pdl, ci si potrebbe arrivare semmai solo tra qualche mese, quando magari il quadro si sarà chiarito e si sarà anche posato il "polverone" dell'inchiesta sulla P3. E quando si capirà se una 'pace' tra Berlusconi e Fini sarà possibile. Esito oggi auspicato da Spazio Aperto, l'area dei finiani moderati, con un appello pubblico che qualche fastidio ha creato nell'ala più 'dura' della componente. E secondo qualcuno anche ai piani alti di Montecitorio. Anche se le dichiarazioni ufficiali di Bocchino puntano a sottolineare la "novità" dell'appoggio di Gianni Alemanno all'iniziativa.

Rea

© riproduzione riservata