Martedì 13 Luglio 2010

Crisi/ Napolitano: Debito va ridotto, non può pesare su giovani

Trieste, 13 lug. (Apcom) - "Possiamo discutere delle scelte da fare e delle misure da adottare, ma non c'è dubbio che non possiamo continuare a far pesare sulle spalle dei giovani un debito pubblico così pesante". E' il monito che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha lanciato da Trieste dove ha visitato la nuova sede della Scuola internazionale superiore di studi avanzati. Napolitano ha toccato più volte, nel suo discorso ai docenti, ai ricercatori e agli studenti della Scuola superiore di studi avanzati, il problema della crisi economica e degli investimenti nella ricerca. "Siamo in una fase di consolidamento della finanza pubblica dopo il peso e l'assillo della crisi economica e finanziaria internazionale", ha osservato il presidente, ribadendo che nei decenni passati "c'è stata una espansione del debito pubblico e certo il nostro paese partiva da una condizione pesante". Per questo l'imperativo categorico che Napolitano ribadisce a chiare lettere è ridurre il debito pubblico. Non è accettabile, ha spiegato il presidente, "spendere ogni anno risorse per diversi punti del Pil non per investire ma per pagare il debito pubblico", "c'è bisogno di misure di severa restrizione della spesa pubblica corrente". Naturalmente, ha ripreso Napolitano, "vorremmo sempre salvaguardare la spesa pubblica per investimenti e in modo particolare per quelli nella formazione e nella ricerca". Ma dalla realtà non si scappa ed è chiaro che "negli ultimi tre decenni la spesa pubblica è cresciuta al di sopra di ogni ordine" e va ridotta: Napolitano ricorda la sua esperienza come ministro di un governo della Repubblica e racconta di "sapere bene quanto è difficile definire le priorità" all'interno del Consiglio dei ministri ma "dobbiamo riuscire a farlo".

Vep/Sar

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