Martedì 13 Luglio 2010

Ros/ Il generale Ganzer condannato a 14 anni di carcere

Milano, 13 lug. (Apcom) - "Esistono tre gradi di giudizio, bisogna attendere il loro compimento per avere una condanna o un`assoluzione definitive": le parole del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, rispecchiano l'estrema cautela dei commenti ufficiali dopo la sentenza di MIlano. E Matteoli ricorda che "i carabinieri, per la loro azione in favore della legalità, per i grandi successi nel contrasto al malaffare e alla criminalità organizzata meritano fiducia, come la merita ancora il comandante dei Ros, Giampaolo Ganzer, pur nel pieno rispetto delle sentenze della magistratura". Ganzer, da parte sua, ha commentato solo "le sentenze non si possono che rispettare". Dopo 170 udienze che hanno costellato cinque anni di processo, dopo un'indagine partita dalla Dda di Brescia nel settembre 1997, l'attuale comandante del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri (Ros) è stato condannato a 14 anni di carcere e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici, e altri 12 imputati, all'epoca dei fatti, tra il 1990 e il 1997, tutti appartenenti all'arma si sono visti infliggere pene comprese tra i 5 anni e 2 mesi e i 13 anni e 6 mesi. Le condanne dunque si riferiscono a singoli episodi delittuosi commessi nel corso di alcune importanti operazioni antidroga compiute "sotto copertura" dal Ros. "Cobra" del 1994 e "Cedro 1" del 1995, i nomi di quelle in cui i giudici hanno riscontrato le pesanti irregolarità che hanno portato alla condanna di Ganzer. I giudici dell'ottava sezione penale del Tribunale di Milano, presieduta da Luigi Caiazzo, al termine di una Camera di consiglio durata sette giorni, hanno inflitto la pena più alta, 18 anni, al narcotrafficante libanese ed ex confidente del Ros Ajaj Jean Bou Chaaya. Solo quattro su 18 gli imputati assolti, tra cui un carabiniere e tre presunti trafficanti stranieri. Per tutti gli imputati è caduta l'accusa di associazione per delinquere e sono stati prescritti i reati di peculato, falso e traffico d'armi. Caduta anche l'aggravante dell'associazione in armi. Quella sul Ros è stata un'inchiesta delicata, lunga e difficile, seguita da una vicenda giudiziaria altrettanto complessa, inziata a Brescia, poi trasferita a Milano a causa della presenza tra gli indagati del magistrato Mario Conte (che sarà processato da solo e a parte), quindi a Bologna e infine riassegnata dalla Cassazione al capoluogo lombardo quando erano scaduti tutti i termini per gli accertamenti.

AquAlp

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