Sabato 10 Luglio 2010

Intercettazioni/ Fnsi: Da Premier speravamo ascolto, non attacco

Roma, 10 lug. (Apcom) - "All'indomani della protesta straordinaria della 'Giornata del silenzio dell'Informazione' contro le norme censorie del ddl intercettazioni, che ha suscitato diverse reazioni, dal presidente del Consiglio era lecito attendersi una capacità di ascolto e l'apertura a una riflessione. Le sue nuove parole di attacco alla stampa si ripropongono, invece, ormai come un disco rotto, tanto è clamorosa l'ennesima inversione della verità in cui si esercita. Gli inglesi direbbero che batte il chiodo nella bara ("beats the nail in the coffin"). Lo afferma il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, replicando alle nuove accuse alla stampa del presidente del Consiglio Berlusconi. "La realtà - dice il leader del sindacato dei giornalisti- è che la libertà di stampa non è mai troppa, né sufficiente, come appena pochi giorni fa hanno osservato Autorità di Garanzia e vertici istituzionali del Paese: è principio incomprimibile da leggi nazionali, recita il Trattato di Lisbona dell'Unione europea. Va perciò difesa non mutilata con limiti che determinino squilibri e la rendano insufficiente, come capita con le norme proposte dal ddl intercettazioni. Thomas Jefferson, da statista padre fondatore della più grande democrazia del mondo, quella americana, amava ripetere che i Paesi possono sopravvivere senza i governi ma non senza i giornali e la libera stampa. Dal presidente del Consiglio sarebbe perciò doveroso attendersi ascolto, buone pratiche e riflessione profonda sulle ragioni di una protesta tanto serena quanto severa e vasta come quella di ieri. Riflessione sì, inversione della verità no. La libertà di stampa è da sempre la discriminante principale che qualifica i sistemi democratici".

Tor

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