Mercoledì 07 Luglio 2010

NYTimes critica Roma: Si fa moderna, mentre passato si sbriciola

Roma, 7 lug. (Apcom) - Roma guarda al futuro, mentre il suo passato cade a pezzi. Il 'New York Times' dedica ampio spazio sulla home page del suo sito internet al processo di modernizzazione che la città sta cercando di intraprendere, sottolineando, al tempo stesso, il contemporaneo decadimento dei suoi simboli. Una città nella morsa tra passato e futuro, alla ricerca di una nuova e più complessa identità. Il quotidiano di New York cita il Maxxi, il museo nazionale delle arti del XXI secolo appena inaugurato, e il nuovo Macro come esempi del nuovo volto di Roma, che cerca nell'architettura contemporanea il motore e il simbolo della sua nuova identità, un cambiamento che completi il suo passato glorioso. Un tentativo testimoniato anche dalla volontà del sindaco, Gianni Alemanno, di portare avanti la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020, e dalla Nuvola di Fuksas, il centro congressi in costruzione all'Eur, uno dei cantieri più grossi d'Europa. "Cosa vuole essere Roma da grande?" si chiede Richard Burdett, urbanista londinese di origini italiane. Perché Roma è a un bivio. Il cambiamento, qui, non è mai facile, ricorda il 'New York Times', che cita il tanto discusso complesso museale dell'Ara Pacis progettato da Richard Meier. Il problema, però, è la scarsa attenzione che il Paese dedica alla cultura: soltanto lo 0,21% del bilancio dello Stato viene dedicato a teatro, cinema, musica, musei, siti archeologici. La Francia, per esempio, investe nella cultura cinque volte tanto. Roma non risolverà i suoi problemi con alcune opere realizzate da grandi star dell'architettura: deve ripensare una città che conta ormai 3,7 milioni di abitanti, che vivono in gran parte fuori dal centro storico, dove il suo passato si sta sbriciolando. Il crollo del soffitto della Domus Aurea e di parti del Colosseo sono lì a dimostrarcelo. Tutti ripetono che servono lungimiranza e progettualità, sottolinea il quotidiano statunitense, ma sono solo chiacchiere. E la città resta in bilico tra passato e futuro. "Chi può dire come andrà a finire? Questa è Roma, certe cose sono eterne" conclude ironicamente Michael Kimmelman, autore dell'articolo.

Pca

© riproduzione riservata