Mercoledì 07 Luglio 2010

Mondiali/ Spagna contro il tabù, l'ultimo ostacolo è la Germania


Roma, 7 lug. (Apcom)
- Due anni fa si giocava per lo scettro d'Europa. Oggi Spagna e Germania si trovano nuovamente di fronte per staccare il pass per la finale dei Mondiali. Almanacco alla mano chi ha tutto da perdere è la nazionale spagnola. La storia del calcio e questa Coppa del Mondo sudafricana dimostrano che la Germania, a prescindere dai pronostici, a certi livelli ci è sempre arrivata e continuerà ad arrivarci. Dopo il titolo Mondiale vinto in casa nel 1974 - proprio contro l'Olanda, prima finalista grazie al 3-2 imposto ieri all'Uruguay - la Mannschaft ha giocato e perso le finali del 1982, del 1986 e del 2002 vincendo quella del 1990 contro l'Argentina di quel Diego Armando Maradona eliminato sabato, in giacca e cravatta da commissario tecnico, con uno storico 4-0. In Sudafrica insomma la Germania è arrivata con un nuovo look, quello della nazionale multietnica e del bel calcio, ma con il biglietto da visita di sempre: quello della squadra da battere.

Dall'altra parte c'è la Spagna, l'eterna incompiuta, l'unica nazionale delle grandi d'Europa a non avere mai sollevato al cielo il trofeo più ambito. L'unica mai arrivata in finale. Ad Euro 2008 le Furie Rosse spezzarono un lungo digiuno conquistando il titolo continentale con un gol di Fernando Torres, bastato a piegare per 1-0 una Germania che domani dovrebbe schierare sei giocatori scesi in campo nella finale di Vienna. Il Ct tedesco Joachim Loew schiererà la squadra con l'abituale 4-2-3-1 piazzando al centro del campo Khedira e Schweinsteiger, mentre alle spalle del centravanti Klose giocheranno Ozil, Podolski e uno tra Trochowski e Kroos. Nel ritiro spagnolo è rientrato l'allarme legato all'infortunio patito in allenamento da Fabregas, ma il centrocampista dell'Arsenal dovrebbe partire nuovamente dalla panchina. Busquets giocherà regista arretrato con Xavi, Xabi Alonso e Iniesta incaricati di costruire gioco per il bomber Villa e Torres, destinato a partire titolare nonostante le prove incolori offerte in questo Mondiale.


CAW

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