Mercoledì 07 Luglio 2010

Berlusconi ferma le 'sue' correnti, con Fini scontro dopo manovra

Roma, 7 lug. (Apcom) - Evitare l'effetto valanga, bloccare sul nascere la proliferazione di fondazioni culturali che di culturale hanno poco ma che assomigliano sempre di più a correnti vere e proprie. E soprattutto dare un segnale forte agli ex forzisti che si stanno organizzando 'in proprio' per poter poi intervenire ancora più duramente sulle iniziative di chi ex forzista non è, ovvero i finiani. Le due ore di riunione a palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi e lo stato maggiore pidiellino di matrice azzurra partorisce quindi un altro duro richiamo del presidente del partito contro quella che uno dei partecipanti chiama "deriva correntizia": "Il Pdl è nato come movimento popolare, espressione diretta degli elettori, per amalgamare tutte le tradizioni politiche del centrodestra, per sconfiggere così la vecchia partitocrazia e la vecchia logica delle correnti, da qualunque parte provengano", sono le secche righe della nota di Berlusconi. Insomma, sarebbe stato il ragionamento svolto nella riunione dal premier, siamo noi che dobbiamo dare l'esempio, se vogliamo mettere i finiani con le spalle al muro. A palazzo Grazioli arrivano dunque i coordinatori Verdini e Bondi, il presidente dei deputati Cicchitto, il capogruppo al Senato Quagliariello, il guardasigilli Alfano. L'obiettivo primario della nota, spiegano senza giri di parole alcuni dei partecipanti, è soprattutto 'Liberamente', la fondazione promossa da Mariastella Gelmini e Franco Frattini. Ma sono fin troppo evidenti le implicazioni nei confronti della componente finiana. Tanto che alla riunione sono assenti gli esponenti ex An che pure avrebbero avuto titolo a partecipare: Gasparri e La Russa. Quest'ultimo assicura di "essere stato informato", ma di aver deciso di non partecipare "visto che l'argomento riguardava gli ex forzisti". Quanto a Gasparri, "dovevo avvertirlo io, ma mi sono scordato", dice ancora La Russa. Tuttavia, durante la riunione più di una voce nel Pdl spiegava che invece no, "gli ex An non sono stati invitati". Di certo c'è che Gasparri e La Russa guidano una componente che gode le simpatie di diversi parlamentari ed è radicata sul territorio. Quanto a Fini, la resa dei conti è rinviata a dopo la manovra. Un passaggio troppo delicato, avrebbe spiegato Berlusconi, per arrivare allo scontro finale con il Presidente della Camera in questa fase e con il provvedimento all'esame del Parlamento. Altro è invece il capitolo intercettazioni. Qui le trattative sono ancora in corso, ancora attivi i canali informali con il Quirinale. Proprio oggi, nel corso della riunione con lo stato maggiore del partito, Berlusconi dovrà esprimersi sulle modifiche che in queste ore gli stanno prospettando i fedelissimi che seguono il dossier. Ma difficilmente il Cavaliere calcherà la mano, per non innescare uno scontro con il Colle che vuole evitare.

Rea/Tom/Bac

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