Mercoledì 07 Luglio 2010

Oggi Berlusconi al Colle, tanti nodi ma volontà è evitare scontri

Roma, 7 lug. (Apcom) - Stamattina alle 10,30 il premier Silvio Berlusconi sale al Quirinale per il Consiglio supremo della Difesa. E' la prima occasione vera per guardare negli occhi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dopo le fibrillazioni della maggioranza sulle intercettazioni e il monito del Capo dello Stato a cercare soluzioni "accettabili" che tengano conto dei "punti critici" del ddl, ormai "chiari" a tutti. Ma nell'agenda politica c'è molto di più: c'è l'urgenza della manovra economica, c'è il caso Brancher finito con le dimissioni, c'è l'interim al ministero dello Sviluppo economico. Non sarà un faccia a faccia, quello di oggi, ma è difficile che il premier non sfiori uno di questi temi. Anche solo con una battuta. Al Consiglio dovrebbe partecipare proprio, tra l'altro, anche il titolare dello Sviluppo economico al momento ancora affidato, con un interim, al premier. Situazione un poco imbarazzante per il Cavaliere che dopo aver chiesto, in occasioni precedenti, un po' di tempo a Napolitano per sistemare anche questa casella non ha ancora trovato la quadra. Con Berlusconi al Quirinale ci saranno anche i ministri degli Esteri, dell'Interno, della Difesa e delle Finanze. Il menu del Consiglio è nutrito e tra l'altro si dovrà parlare anche del riflesso dei tagli sulla spesa militare, dell'impegno nelle missioni, di temi di settore che forse non lasceranno molto spazio ad altre digressioni. Quello che è certo è che la linea del Colle di non aprire 'trattative' con il governo sui temi in discussione in Parlamento - si tratti della manovra su cui è stata annunciata la fiducia come delle intercettazioni - sembra a prova di bomba. Naturalmente il Capo dello Stato ascolterà, come sempre, intenzioni, propositi o anche lagnanze del premier ma senza farsi trascinare nella contesa politica, senza diventare un attore in campo. Non spetta al Colle dirimere certe questioni o individuare soluzioni che sono proprie della politica e frutto del confronto parlamentare. Il presidente, si fa notare, le sue responsabilità se l'è già prese indicando principi e orientamenti di carattere generale, il resto sta alle forze politiche. Intanto ieri Napolitano ha firmato il decreto di accettazione delle dimissioni da ministro di Aldo Brancher che pone fine a una vicenda travagliata che ha messo sotto tensione i rapporti tra i due Palazzi. Il premier, a quanto si è capito, non vuole strappi con il Quirinale e alla luce di questo si dovrebbe muovere domani pronto a fornire anche rassicurazioni sulla manovra economica e sul fatto che la fiducia, indispensabile per 'tenere' la maggioranza, non strozzerà quell'ampia discussione sempre auspicata da Napolitano.

Vep/

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