Lunedì 31 Maggio 2010

Bankitalia/ Il monito di Draghi tra crescita e riforme

Roma, 31 mag. (Apcom) - L'urgenza di nuove regole per il sistema finanziario internazionale e la sfida prioritaria di riprendere il cammino della crescita, realizzando le riforme strutturali sempre più necessarie. Su questi pilastri, insieme all'emergenza occupazione, si fonderanno le Considerazioni finali di Mario Draghi oggi all'assemblea annuale della Banca d'Italia. Un discorso come sempre molto atteso quello del governatore, che arriva in un momento particolarmente difficile, con la crisi dei debiti sovrani, l'attacco all'euro e le ulteriori pericolose incognite. L'eco del suo intervento a palazzo Koch del resto, davanti ai vertici istituzionali e al gotha del mondo economico, arriverà ben oltre i confini nazionali, per il suo ruolo di presidente del Financial stability board. Ma insieme alle preoccupazioni per la nuova bufera innescata dalla Grecia e al monito su crescita e riforme, nelle Considerazioni ci sarà spazio anche per i consueti messaggi al sistema bancario e, probabilmente, per un giudizio in controluce sulla nuova manovra economica. Cambiare presto le regole della finanza globale - secondo Draghi - è un imperativo categorico, reso ancora più urgente dalla necessità di contenere i rischi di contagio greco ad altri paesi vulnerabili, come Spagna e Portogallo. Anche perchè una nuova ondata di speculazione sui governi più deboli avrebbe un duro impatto sull'economia reale, già in difficoltà per la debolezza della ripresa. Il disegno tracciato dall'Fsb è già a uno stadio avanzato (dalle regole di 'Basilea 3' al problema dei soggetti di rilevanza sistemica, considerati 'too big to fail'), anche se c'è ancora molto da fare. Ma governi e parlamenti non devono temporeggiare, insisterà il governatore, perché - come ha detto recentemente - la ripresa è "troppo fragile" e il rischio di un ribaltamento è alto. Le prospettive di crescita dell'Italia, spiegherà Draghi, sono legate ovviamente all'evoluzione dell'economia mondiale e risentono del contesto problematico. La priorità assoluta è quindi tornare a crescere, all'obiettivo - sottolineato in tutti gli ultimi interventi - di rimettersi subito su un sentiero di crescita sostenibile. Soprattutto in una fase in cui la produzione industriale recupera faticosamente, la cassa integrazione resta su livelli elevati e i consumi delle famiglie continuano a languire. Ma la condizione imprescindibile sono le riforme strutturali - dal lavoro alle pensioni, dalla scuola alla sanità - un tema su cui Draghi si batte da tempo e che evidenzierà con forza anche in queste Considerazioni. E la riflessione sulle riforme potrebbe essere accompagnata da una valutazione, seppure sfumata, sulla manovra appena varata dal governo. Provvedimento in cui, secondo il leader degli industriali Emma Marcegaglia, c'è il rigore ma non gli interventi strutturali. Non mancherà poi un riferimento preoccupato al problema occupazionale creato dalla crisi, su cui Draghi e la Banca d'Italia hanno sempre mostrato sensibilità richiamando spesso l'attenzione sui tanti posti di lavoro persi o a rischio durante la recessione.

Glv

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