Sabato 29 Maggio 2010

Manovra/ Anm: Per ora niente sciopero, ma norme devono cambiare

Roma, 29 mag. (Apcom) - Il Comitato direttivo centrale dell'Anm ha deciso: per ora no a scioperi, tradizionali o bianchi che siano, per protestare contro la manovra economica del governo, che vede "inaccettabili penalizzazioni", secondo il segretario Giuseppe Cascini, "soprattutto dei magistrati più giovani". Per Cascini, come del resto per tutta la magistratura, "è assurdo che un magistrato che guadagna 150.000 se ne veda decurtati dalla manovra soltanto 2.000 e uno che ne guadagna 70.000 debba contribuire alla soluzione della crisi economica con 20.000", secondo Cascini in funzione del blocco dei primi aumenti automatici di stipendio, "che sono i più consistenti e avvengono nei primi 15 anni di carriera". Qui il vulnus che ha aperto il contenzioso tra toghe e ministero dell'Economia, da sempre avverso, secondo l'Anm, "alla progressione automatica delle retribuzioni dei magistrati", che invece è "garanzia dell'indipendenza della magistratura", visto che le toghe "non dovendo andare a contrattazione ogni quattro anni" non partecipano al gioco del 'do ut des' che caratterizza i confronti sindacali. Di questo i magistrati andranno a discutere lunedì mattina con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il quale "non potrà non vedere la palese contraddizione interinseca alla norma", che penalizza "soprattutto i giovani". Ma se la preoccupazioni vanno soprattutto verso il futuro degli ultimi entrati nei ranghi della magistratura, anche gli 'anziani' mettono in scena proteste e azioni di autotutela. E' il caso del presidente dell'Anm Cassazione Alfonso Amatucci, consigliere alla Suprema Corte, che ha chiesto il collocamento in pensione per anzianità prima che le nuove norme entrino in vigore, così da evitare la dilazione della liquidazione e il congelamento e decurtazione dello stipendio. "Queste norme - ha detto il magistrato - sanno di truffa", perchè non esiste che "un debitore dica 'oggi non ti pago perchè non ho i soldi' e 'non ti pagherò neanche quando li avrò". Ancora peggio, ha concluso, che "a farlo sia uno stato". Eppure, per ora ancora niente sciopero: il Cdc, con 15 voti a favore e l'astensione dei 5 di Magistratura indipendente, ha votato un documento nel quale si ribadisce la volontà "di mantenere viva ogni forma di protesta che si renderà necessaria" per tutelare le retribuzioni e l'indipendenza dei magistrati. Rimane ancora confermato, inoltre, lo stato di agitazione dei magistrati contro "comportamenti iniqui e irrazionali" nei confronti delle toghe e il mandato alla Giunta dell'Anm di studiare forme di protesta in tutti idistretti, coinvolgendo anche le altre categorie del sistema giustizia.

Gic

© riproduzione riservata