Sabato 29 Maggio 2010

Intercettazioni: emendamenti Pdl, pubblicabile riassunto atti

Roma, 29 mag. (Apcom) - Si concretizza in Senato l'intesa nella maggioranza sulle correzioni al ddl intercettazioni, grazie alla presentazione di 11 emendamenti presentati dal centrodestra. Il primo emendamento stabilisce che è consentita la pubblicazione per riassunto degli atti delle indagini non più coperti da segreto. Il secondo emendamento prevede che sia "vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, della documentazione e degli atti" relativi ad intercettazioni o a dato di traffico telefonico, "anche se non più coperti dal segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare". E' inoltre "vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, delle richieste e delle ordinanze emesse in materia di misure cautelari". Sarà possibile la pubblicazione "nel contenuto" solo "dopo che la persona sottoposta alle indagini o il suo difensore abbiano avuto conoscenza dell'ordinanza del giudice", ma fatta eccezione per le parti che riproducono la documentazione e gli atti relativi ad intercettazioni. E' invece sempre vietata la pubblicazione delle intercettazioni di cui sia stata ordinata la distruzione o che riguardino fatti, circostanze e persone estranee alle indagini. Tra le modifiche proposte dalla maggioranza, anche l'esclusione dal limite imposto alla durata delle intercettazioni le indagini che mirano alla cattura di un latitante. Ridotte poi le sanzioni per gli editori che dovessero pubblicare atti 'vietati': nel testo licenziato dalla Camera si prevedeva il pagamento "dalle 250 alle 300 quote"; ora invece le "quote" che dovranno essere pagate dagli editori andranno "dalle 100 alle 200". Ogni quota può oscillare dai 258 ai 1.549 euro: di conseguenza, la sanzione minima (100 quote per 258 euro) è di 25.800 euro, mentre la sanzione massima (200 quote per 1.549 euro) è di 309.800 euro. Viene poi soppresso l'intero comma 10, quello riguardante le riprese visive, mentre la successiva proposta di modifica interviene sul comma 11, che individua i presupporti per autorizzare le intercettazioni: viene eliminato il riferimento generico alle "riprese visive" e lo si sostituisce con una dizione più specifica: "intercettazioni di immagini mediante riprese visive". Grazie ad un'altra modifica proposta dalla maggioranza, infine, non scatterà più l'obbligo dell'arresto in flagranza per i casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se di "minore entità". Modifiche anche al cosiddetto 'comma D'Addario', quello che punisce con una pena da sei mesi a quattro anni chi usi registrazioni e riprese fraudolente senza il consenso degli interessati: sono escluse dalla pena se effettuate "ai fini dell'attività di cronaca da giornalisti iscritti all'ordine professionale". Salvi anche dunque i giornalisti pubblicisti, mentre la versione precedente si limitava ad escludere dalla pena i "giornalisti professionisti iscritti all'albo professionale". Si torna al testo Camera, inoltre, per quel che riguarda l'obbligo del segreto: Non solo gli atti d'indagine, ma anche "le attività d'indagine" compiute dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria sono coperti dal segreto fino a quando l'imputato non ne possa avere conoscenza e, comunque, non oltre la chiusura delle indagini preliminari. L'ultimo emendamento estende infine il novero delle disposizioni modificate dal ddl che si applicano anche ai procedimenti in corso.

Rea/Luc/

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