Lunedì 24 Maggio 2010

Scuola/Pd avverte:Se slitta apertura,anno scolastico è a rischio

Roma, 24 mag. (Apcom) - Il Pd si dichiara contrario al rinvio al 30 settembre dell'inizio dell'anno scolastico in tutat Italia, sottolineando come un siffatto intervento del Governo esporrebbe a rischio regolarità lo stesso anno di studi, per violazione delle competetnze delle Regioni e delle direttive Ue. "Lo slittamento dell`inizio dell`anno scolastico è un altro modo per far cassa?", chiede la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni che fa notare come "sia difficile, con uno slittamento ad inizio di ottobre, mantenere i duecento giorni che sanciscono la regolarità dell`anno scolastico a meno di protrarre la didattica a giugno inoltrato. E poi - aggiunge - l fatto che si parli di slittamento dell`inizio e non della fine ci fa pensare che si voglia ridurre l`offerta formativa. Sarebbe una scelta fuori da ogni logica e le aperture del ministro dimostrano che per questo governo la scuola non è una priorità, è seconda anche al turismo. Per non parlare del fatto che la competenza del calendario scolastico è comunque regionale: altro che federalismo - conclude - ogni occasione è nuova per invadere il campo delle regioni" "Come sempre - fa eco Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd- questa maggioranza è federalista a parole e centralista nei fatti. Da diversi anni la regolamentazione del calendario scolastico è competenza delle Regioni e questa proposta del senatore Costa di fissare al primo ottobre la data per l`inizio delle lezioni è frutto di nostalgia e non tiene conto delle esigenze, anche turistiche, dei territori. Non si capisce, poi, se vogliono accorciare ulteriormente l'anno scolastico: con i tagli al tempo scuola del governo, oggi un bambino che entra in prima elementare esce dall'obbligo avendo frequentato due anni di scuola in meno, a meno che qualcuno stia pensando di far svolgere gli esami di maturità in piena estate. Se ne è accorta perfino la Lega che con questa proposta si finirebbe sotto i 200 giorni previsti dalle direttive europee". "L' 'operazione nostalgia'- - conclude- praticata spesso da questo governo, fatta di grembiulini, voti numerici e ora inizio d'anno in ottobre, non tiene conto dei profondi cambiamenti della società italiana. Negli anni '60 il tasso di occupazione femminile era al 28%, oggi è al 46% (di cui 56% al nord, 33% nel mezzogiorno) e dovremmo incrementarla di 14 punti per raggiungere i tassi indicati da Lisbona. Con chi dovrebbero stare in vacanza gli studenti, mentre i genitori lavorano? Capisco però che l'idea di un inizio posticipato, possa essere allettante per viale Trastevere, visto il caos generato dai tagli e dal cosiddetto "riordino delle scuole superiori".

Tor

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