Giovedì 20 Maggio 2010

Ciclismo/ Landis, un macigno su Armstrong: Mi insegnò il doping

Roma, 20 mag. (Apcom) - Dopo avere combattuto in ogni tribunale la squalifica di due anni per la positività nel Tour de France del 2006, Floyd Landis ammette di avere fatto uso di doping ed espande la macchia dei farmaci proibiti accusando Lance Armstrong ed altri tra ciclisti e dirigenti. Il corridore statunitense, che subì la revoca del Tour de France vinto nel 2006 per via della sua positività al testosterone sintetico, secondo quanto riferisce il Wall Street Journal ha vuotato il sacco in alcune e-mail inviate recentemente all'Unione Ciclistica Internazionale. In tre di queste lettere, datate tra il 30 aprile ed il 6 maggio di quest'anno e giudicate autentiche da fonti vicine al corridore, Landis esprime disappunto per lo stato della lotta al doping e punta l'indice in particolare contro il ciclismo statunitense. Secondo il quotidiano di Wall Street oltre ad ammettere diverse pratiche dopanti (testosterone, emotrasfusioni, Epo e steroidi liquidi assunti per via orale) Landis afferma di avere appreso il funzionamento del doping dal connazionale Armstrong, sette volte vincitore del Tour de France sfiorato più volte dall'ombra della scorciatoia farmacologica ma mai trovato positivo, e dallo storico manager del fuoriclasse texano, Johan Bruyneel. "Lui ed io", ha scritto Landis in una e-mail al presidente della federazione statunitense, "ne parlavamo a lungo durante gli allenamenti. All'epoca mi spiegò anche l'evoluzione dei controlli sull'Epo e mi disse che le trasfusioni erano necessarie per via dei nuovi test". Landis nella stessa e-mail ha accusato Bruyneel di avergli dato istruzioni sull'uso dell'Epo sintetico, sul ricorso agli steroidi e sui metodi per eludere la rete dell'antidoping.

Grd-Caw

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