Venerdì 14 Maggio 2010

Calderoli propone taglio stipendi politici, Bersani: solo slogan

Roma, 14 mag. (Apcom) - Taglio del 5% a stipendi di parlamentari e ministri, sul modello portoghese ed inglese. Il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie della Lega, preannuncia a mezzo stampa che intende formalizzare in sede di Governo la 'misura del buon esempio pubblico', quando prenderà corpo la nuova manovra anticrisi che il ministro Tremonti si appresta a elaborare. "I tagli alle spese e ai sacrifici dovranno valere per tutti", avverte Calderoli. Le reazioni non si fanno attendere e la prudenza è piuttosto bipartisan. "Prime chiacchiere e primi slogan - taglia corto il segretario del Pd Pierlui Bersani- riguardo ad una manovra che tutti hanno sempre detto che non ci sarebbe mai stata. Sul merito non ci sono problemi, ma non pensassero con questi interventi di indorare la pillola a misure antipopolari, perché non ci faremo prendere per il naso". In ogni caso, prima di prendere posizione su qualsivoglia contenuto "il Pd vuole vedere i conti, perchè siamo un partito serio: prima di parlare, vogliamo vedere le tabelle"". "Il Parlamento - sottolinea Bersani- deve essere informato sulla situazione della finanza pubblica perché da due anni non abbiamo nessuna trasparenza sulle sue condizioni. Devono tirar fuori i conti perché non ci può essere una sola persona che li conosca, in questo paese". Nello stesso Governo, d'altra parte, non tutti i ministri la pensano come Calderoli."Più che diminuire gli stipendi - osserva il ministro Pdl per l'Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi- serve un gesto simbolico più forte: rinunziare tutti a tre mensilità da versare a favore di chi perde il lavoro. Non risolve i problemi ma mostra la sensibilità di una classe dirigente". "Ridurre del 5% gli stipendi di parlamentari e ministri - dice da sinistra il leader di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero, che parlamentre non è- va bene e meglio ancora se si dimezzassero. Ma il problema vero e' aumentare gli stipendi di tutti gli altri. Calderoli parla di buon esempio in vista dei sacrifici della manovra. Ma proprio questo e' il punto. Non e' piu' accettabile che da decenni i sacrifici siano fatti sempre dalla stessa parte: quella del lavoro salariato".

Pol/Tor

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