Martedì 06 Aprile 2010

Brown ha deciso: elezioni Gb 6 maggio, economia a centro campagna

Londra, 6 apr. (Apcom) - Il Primo ministro britannico Gordon Brown ha annunciato oggi la convocazione delle elezioni politiche per il 6 maggio presentandosi come l'uomo in grado di far uscire il Paese dalla crisi. Il suo avversario David Cameron, che è favorito dai sondaggi, potrebbe riportare i conservatori al potere dopo 13 anni di regno laburista. Come da protocollo, Gordon Brown questa mattina ha incontrato la regina Elisabetta II per ottenere il suo placet e sciogliere il Parlamento. "E' probabilmente il segreto meno ben custodito di questi ultimi anni, ma la regina ha accettato di sciogliere il Parlamento e le elezioni politiche si svolgeranno il 6 maggio", ha dichiarato Brown poco prima delle 11, dopo aver incontrato Elisabetta II a Buckingham Palace. L'economia dominerà la campagna elettorale che si apre oggi: il Primo ministro Gordon Brown e il suo sfidante conservatore David Cameron hanno incentrato il dibattito su questo piano, il primo insistendo sulla competenza dimostrata nella gestione della crisi, mentre il secondo ha criticato nuovamente l'enormità del debito accumulato per uscirne. "Da queste elezioni dipende il futuro della nostra economia, della nostra società, del nostro Paese", ha affermato Cameron, favorito nei sondaggi. "Il Regno Unito è sulla via della ripresa e non dobbiamo fare nulla che possa mettere questa ripresa in pericolo", ha replicato Brown, che ha chiesto al popolo britannico "un mandato chiaro e franco". Il Regno Unito è stato particolarmente colpito dalla crisi economica e finanziaria e solo adesso comincia ad uscire dalla peggiore recessione degli ultimi decenni. Il suo Pil è calato del 4,9% nel 2009, percentuale paragonabile a quella della Germania (-5%) ma peggiore di quella della Francia (-2,2%). Soprattutto, per uscire dalla crisi finanziaria, il governo non ha lesinato sulle spese, facendo passare il deficit pubblico da meno del 3% del Pil nel 2007 all'11,4% nel 2009 e il debito accumulato da circa il 40% del Pil del 2007 al 68,1% del 2009.(segue, con fonte Afp)

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