Sabato 03 Aprile 2010

Tensioni a destra sul no alla pillola abortiva, la Lega ora frena

Roma, 3 apr. (Apcom) - Si sgonfia l'altolà alla pillola abortiva Ru486 dei neo eletti presidenti di regione leghisti del Piemonte e del Veneto, Roberto Cota e Luca Zaia. Dopo che sul caso sono emerse le prime contraddizioni polemiche nella maggioranza, Cota e Zaia hanno frenato: il primo parlando di una posizione "mai in contrasto con la legge", e sostenendo di avere "semplicemente detto che per applicare la 194 bisogna somministrare la pillola in regime di ricovero", il secondo rimandando la questione agli organi amministrativi regionali. L'attacco più netto è venuto dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, che ha ricordato ai due esponenti del Carroccio che "la campagna elettorale è finita". "Da donna e da madre", di fronte a una sua figlia che volesse abortire pensa che sarebbe "ingiusto impedirle l'accesso a un intervento non cruento". Laconico il ministro della Salute Ferruccio Fazio: "C'è una legge, se la leggano. E anche se sembra ovvio dirlo, tutte le leggi vanno rispettate". A difendere i governatori leghisti è stata il sottosegretario Eugenia Roccella, ma nel Pdl ci sono anche Alessandra Mussolini che ha chiesto il rispetto della legge 194 e Benedetto Della Vedova che ha ammonito il suo partito a non inseguire la Lega nelle "crociate propagandistiche". Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, pur rimanendo "contrario idealmente e culturalmente" alla pillola Ru486, ha preso le distanze dalla sortita del Carroccio ed ha precisato che non si opporrà al suo utilizzo "per il doveroso rispetto che ogni Regione ha delle leggi e dei provvedimenti dello Stato". "Anche in Lombardia apriamo la discussione sull'utilizzo della Ru486", ha detto invece il leghista Andrea Gibelli, secondo il quale "La legge 194 è ormai storicamente superata".

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