Sabato 03 Aprile 2010

Pedofilia/ "Gli attacchi al Papa ricordano l'antisemitismo"

Roma, 2 apr. (Apcom) - E' di nuovo polemica sulla pedofilia. Questa volta è il paragone tra le critiche al Papa e l'antisemitismo, tracciato dal predicatore della Casa pontificia, padre Raniero Cantalamessa, a suscitare le critiche del mondo ebraico, mentre il Papa, all'avvicinarsi della Pasqua, non affronta direttamente lo scandalo nel corso delle cerimonie religiose e, a conclusione della Via crucis al Colosseo, invita a guardare oltre alle difficoltà che sembrano "far crollare tutto". Cinque anni fa Ratzinger aveva denunciato la "sporcizia" che c'è nella Chiesa. Papa Wojtyla sarebbe morto pochi giorni dopo - proprio il 2 aprile del 2005 - e l'allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede aveva scritto le meditazioni per la Via crucis al Colosseo. Un testo interpretato come un'accusa ai casi di pedofilia e una sorta di 'manifesto elettorale' in vista del conclave che lo avrebbe effettivamente eletto successore di Giovanni Paolo II sul seggio di Pietro. Oggi, mentre si moltiplicano le accuse per gli abusi sessuali perpetrati da sacerdoti e religiosi in svariati paesi del mondo, Benedetto XVI, ha ascoltato inginocchiato alle meditazioni del cardinale Camillo Ruini. In tutte le cerimonie pre-pasquali, il Papa ha preferito concentrarsi sul significato religioso del frangente, e anche oggi si è limitato a fare un riferimento indiretto al momento di difficoltà che sembra "far crollare tutto". "Nel silenzio di questa notte, nel silenzio che avvolge il sabato santo - ha detto il Papa a conclusione della Via crucis - toccati dall'amore sconfinato di Dio, viviamo in attesa dell'alba del terzo giorno, dell'alba della vittoria dell'amore dio, dell'alba della luce che permette agli occhi del cuore di vedere in modo nuovo la vita, le difficoltà, la sofferenza. I nostri insuccessi, le nostre delusioni, la nostra amarezza, che sembrano segnare il crollo di tutto, sono illuminate dalla speranza. L'atto di amore della croce viene confermato dal Padre e la luce sfoglorante della risurrezione tutto avvolge e trasforma. Dal tradimento può nascere l'amicizia, dal rinnegamento il perdono, dall'odio l'amore. Donaci Signore - ha concluso il Papa - di portare con amore la nostra croce, le nostre croci quotidiane, e la certezza che siano illuminate dal fulgore della tua Pasqua". Nel frattempo è polemica per una frase pronunciata nella basilica di San Pietro dal predicatore pontificio. Padre Raniero Cantalamessa ha preso la parola alla celebrazione della Passione del Signore presieduta da Benedetto XVI. Non ha voluto spendere molte parole sui casi di pedofilia ("Se ne parla già abbastanza fuori di qui", ha detto), ma si è invece concentrato, alla fine della sua omelia, sugli critiche alla Chiesa e al Papa. "Ho ricevuto in questi giorni la lettera di un amico ebreo e, con il suo permesso, ne condivido qui una parte. Dice: 'Sto seguendo con disgusto l'attacco violento e concentrico contro la Chiesa, il Papa e tutti i fedeli da parte del mondo intero", ha detto il cappuccino. "L'uso dello stereotipo, il passaggio dalla responsabilità e colpa personale a quella collettiva mi ricordano gli aspetti più vergognosi dell'antisemitismo". A stretto giro di posta arrivano le critiche del mondo ebraico. "E' ripugnante, osceno e soprattutto offensivo nei confronti di tutte le vittime degli abusi così come nei confronti di tutte le vittime del'olocausto", commenta il segretario generale del consiglio centrale degli ebrei tedeschi, Stephan Kramer. "Sinora non ho visto San Pietro bruciare né ci sono stati scoppi di violenza contro preti cattolici. Sono senza parole. Il Vaticano sta tentando di trasformare i persecutori in vittime". Il rabbino statunitense Gary Greenebaum, responsabile delle relazioni interreligiose per l'American Jewish Committee, ha bollato le affermazioni di Cantalamessa come "un uso sfortunato del linguaggio. La violenza collettiva contro gli ebrei - ha detto - ha avuto come effetto la morte di sei milioni di persone, mentre la violenza collettiva di cui si parla qui non ha condotto a uccisioni o distruzioni", afferma. Getta acqua sul fuoco delle polemiche il portavoce vaticano. "Smentisco nel modo più assoluto che ci sia un paragone di iniziativa vaticana tra l'antisemitismo e la situazione attuale relativa alla pedofilia", risponde ai cronisti padre Federico Lombardi. "La citazione del predicatore pontificio - spiega Lombardi - voleva anzi essere la testimonianza dell'amicizia con cui un ebreo, ricordando la situazione di sofferenza del suo popolo, intendeva portare un messaggio di solidarietà alla Chiesa".

Ska

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