Venerdì 02 Aprile 2010

Benzina/ L'esodo di Pasqua con il carburante alle stelle

Roma, 2 apr. (Apcom) - Anche quest'anno quello pasquale è un esodo da 'bollino rosso': da stamattina, gli italiani hanno iniziato a riversarsi sulle strade e autostrade della penisola per le partenze. Per i rientri, il 'bollino rosso' scatterà lunedì 5 aprile, alla sera, e martedì e mercoledì nella mattinata. Ma quest'anno l'esodo fra pizze pasquali e colombe avviene col portafogli più leggero: il pieno di carburante, che sia diesel o benzina, secondo i calcoli delle associazioni dei consumatori costa dieci euro di più che nella Pasqua dell'anno scorso. Allora la benzina costava in media 1,2 euro al litro, adesso è sopra gli 1,4 euro. Il prezzo del petrolio sale (ieri il barile ha sfiorato gli 85 dollari), ma nelle pompe la stangata è arrivata due settimane fa: la benzina costa fra tra 1,408 e 1,422 euro/litro, il gasolio tra 1,234 e 1,249 euro/litro. Un problema tutto italiano, lo ha detto chiaramente ieri il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, che non esclude il ricorso a un decreto legge: "Occorre una riforma per superare il divario del prezzo della benzina tra Italia e i Paesi Ue. Non abbiamo mai escluso la possibilità di un decreto legge che finora non è stato possibile assumere anche perché è necessario discuterne con i neoeletti presidenti delle regioni". In concreto, Saglia indica che "la riforma prevista dal Governo intende armonizzare gli interessi delle imprese e dei consumatori rilanciando il tema delle liberalizzazioni. I prezzi potranno scendere anche incrementando self e iper self fino all'80%". E il leghista Divina, presidente della Commissione straordinaria del Senato sui prezzi, oggi in un'intervista al Corriere della Sera punta il dito contro l'Eni "a volte è la capofila dei rialzi. E' una contraddizione: se un governo dà soldi sotto forma d'incentivi per rilanciare i consumi, un'azienda pubblica come l'Eni non può mangiarseli scatenando i rialzi". In generale, secondo Divina, "c'è speculazione nel passaggio dal prezzo del greggio a quello alla pompa". L'Unione petrolifera che rapopresenta le aziende respinge al mittente le critiche e ribadisce che le accuse su presunte speculazioni sui prezzi dei carburanti sono "palesemente infondate e finalizzate esclusivamente ad un facile consenso della pubblica opinione soprattutto nell`imminenza di periodi festivi".

Aqu-Rbr

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