Venerdì 02 Aprile 2010

La Ru486 arriva in ospedale: il no dei governatori leghisti

Roma, 2 apr. (Apcom) - Parte la distribuzione in Italia della pillola abortiva Ru486 ed è subito scontro. I nuovi governatori del Veneto e del Piemonte, Luca Zaia e Roberto Cota, , hanno annunciato l'intenzione di impedirne la distribuzione nei propri territori; sulla stessa linea anche le dichiarazioni di oggi dei neo governatori campano, Stefano Caldoro, e calabrese, Giuseppe Scopelliti. "Non daremo mai l'autorizzazione per poter trovare questa pillola nei nostri ospedali", ha detto Zaia, mentre il collega Cota è stato ancora più chiaro: "Farò di tutto per contrastarne l'impiego". Posizioni che hanno provocato la levata di scudi del centrosinistra. "Faremo comprendere - ha detto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani - a questi nuovi presidenti che non gli è stata messa in testa una corona da imperatore". Meno dura, ma comunque sulla stessa lunghezza d'onda, è stata la neo presidente del Lazio, Renata Polverini: "Io - ha spiegato - sono a favore della vita e farò tutto quello che è necessario per difenderla nel rispetto della legge". Soddisfatta Eugenia Roccella, sottosegretaria alla Salute, per la quale "le dichiarazioni dei nuovi governatori, da Cota a tutti gli altri, dimostrano la volontà di rispettare la legge 194", che invece la sinistra avrebbe tentato di "scardinare" con una campagna volta ad aprire "la possibilità dell'aborto a domicilio". E se l'Agenzia italiana per il farmaco (Aifa) sottolinea che la pillola dovrà essere disponibile per tutti gli italiani, pur nel rispetto delle autonomie regionali, il capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri ribatte stizzito parlando di "fastidiosa insistenza" dell'Agenzia e di "evidente inadeguatezza" del suo direttore, Guido Rasi, che rappresenterebbe "la persona sbagliata al posto sbagliato". In difesa di Rasi scende in campo la capogruppo al Senato del Pd, Anna Finocchiaro, invitando Gasparri a "evitare minacce". Soddisfatto invece dell'uscita dei neo governatori è il presidente della Pontificia accademia per la vita, Rino Fisichella, che a Cota invia il suo "plauso". Ma sulla vicenda è lo stesso pontefice, Joseph Ratzinger, a intervenire senza mezze misure, invitando i cristiani a "non accettare un'ingiustizia che viene elevata a diritto" per evitare "l'uccisione di bambini innocenti non ancora nati".

Dpn/

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