Giovedì 11 Febbraio 2010

Inchiesta G8/ Maggioranza con Bertolaso. Pd: Dovrebbe lasciare

Roma, 11 feb. (Apcom) - Ieri la notizia dell'iscrizione nel registro degli indagati, oggi le intercettazioni in cui le accuse sulla gestione degli appalti si mescolano a particolari piccanti. Il caso Bertolaso e G8 della Maddalena tengono banco nel dibattito politico. Con la maggioranza che parla di giustizia pre-elettorale a orologeria, il Pd che rilancia la necessità di dimissioni del capo della Protezione civile e l'Anm che chiede di "rispettare il lavoro dei magistrati". Nelle intercettazioni si fa riferimento infatti a "feste megagalattiche" hard organizzate per Bertolaso in cambio di favoritismi nella concessione degli appalti per alcune grandi opere e si sentono imprenditori che parlano cinicamente del terremoto dell'Aquila come di un'occasione per fare affari. "Sciacalli" che "fanno schifo" è il commento del sindaco della città, Massimo Cialente. Ma è soprattutto sulla necessità o meno che Bertolaso si dimetta che si accende lo scontro politico. La maggioranza fa quadrato. "C'è chi fa campagna elettorale così", dice il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, che mette l'accento sulla "singolare tempistica" di questa inchiesta. Opposta la visione del capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini, secondo cui in un "paese non anomalo" Bertolaso si sarebbe già dimesso. Ma come spesso accade, parallelamente alla polemica sull'inchiesta c'è anche quella sull'operato dei magistrati. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ieri era tornato all'attacco definendoli persecutori che praticano lo "sport nazionale" di attaccare chi fa bene al Paese. Replica il presidente dell'Anm, Luca Palamara. "La magistratura - afferma - non deve essere trascinata sul terreno delle contrapposizioni politiche che non le appartengono. Non entro nelle inchieste in corso ma chiedo rispetto per il lavoro dei magistrati".

Red/Pol

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