Giovedì 11 Febbraio 2010

G8/Bertolaso indagato, Berlusconi rifiuta dimissioni:persecuzione

Roma, 11 feb. (Apcom) - L'avviso di garanzia contro Guido Bertolaso rientra al capitolo persecuzioni, che è "un male dell'Italia" messo in atto da una categoria, quella dei magistrati, che "perseguita il primo contribuente e il principe della Protezione civile". Lo ha detto Silvio Berlusconi, secondo cui è "uno sport nazionale" quello di "deprimere chi opera per il bene del Paese". In ogni caso, Guido Bertolaso dopo aver presentato le dimissioni respinte dal premier, non intenderebbe ripresentarle. Alla presentazione dell'ultimo libro di Bruno Vespa, il presidente del Consiglio si scaglia contro la magistratura. Bertolaso è indagato nel quadro dell'inchiesta fiorentina sugli appalti per il G8 alla Maddalena (poi spostato all'Aquila). Giuseppe Quattrocchi, procuratore capo a Firenze, ha parlato oggi di "gravi indizi di colpevolezza, che riguardano fattispecie corruttive relative agli appalti di alcune grandi opere che sarebbero stati assegnati nel quadro di uno scambio di favori tra dirigenti dello Stato preposti agli uffici interessati e privati imprenditori". "Uno non può governare ed essere attaccato da giudici, che tra l'altro sono pubblici dipendenti pagati con i soldi dei contribuenti, quei contribuenti a cui chi governa deve prestare la massima attenzione" ha detto Berlusconi. Secondo il premier "rispondere a un utilizzo politico della giustizia con un utilizzo legittimo e democratico del voto parlamentare, che è l'unica cosa che abbiamo per contrastare chi usa la giustizia a fini di lotta politica, mi sembra una cosa assolutamente doverosa". L'inchiesta, che ha portato all'arresto di quattro persone e all'invio dell'avviso di garanzia a Bertolaso, prende le mosse da alcune intercettazioni. Da una telefonata fra due architetti progettisti, sarebbe emerso il nome di Angelo Balducci, dirigente della Protezione Civile e attuale presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, arrestatoinsieme al suo successore Fabio De Santis, il funzionario pubblico Mauro Della Giovampaola e l'imprenditore romano Diego Anemone. Anche il procuratore aggiunto di Roma Achille Toro risulta indagato.

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