Lunedì 01 Febbraio 2010

Clima/ Cnr: Inverno molto intenso, primaverà entrerà ad aprile

Roma, 1 feb. (Apcom) - Primavera ritardata quest'anno. Siamo infatti di fronte a una fase invernale intensa i cui effetti "si spingeranno fino a buona parte di marzo. Probabilmente per la primavera dovremmo attendere il mese di aprile". Il freddo sarà protagonista nella seconda decade di febbraio e lo potrebbe essere anche a febbraio. Lo riferisce il Cnr che ha elaborato la previsione analizzando le possibili anomalie delle circolazione atmosferica-stratosferica. Anomalie che sono in grado di produrre, fino a 60 giorni, effetti sulla temperatura della troposfera, la zona più a contatto con la superficie terrestre. Questo inverno, sottolinea il Cnr, si caratterizza per questa anomalia stratosferica con dei blocchi della circolazione a cui è possibile imputare le ondate di intenso gelo avvenute prima di Natale, non solo in Europa, ma anche nell'America e nel continente asiatico. Le attuali condizioni della stratosfera, riferisce il Cnr, sono favorevoli a ripetuti blocchi alla circolazione zonale sull'Europa. Anche l'Italia "potrebbe essere interessata da discese di masse d'aria fredda sia di origine polare marittima che continentale, fin dalla prossima settimana". Inizialmente, si sottolinea, dovrebbero essere di origine polare marittima e, probabilmente a partire dalla seconda decade di febbraio, da masse d'aria ancora molto fredda, ma più secca perché di origine siberiana. "Le anomalie stratosferiche osservate - spiega il Cnr - sono tali da poter ipotizzare sull'Italia anomalie termiche negative", temperature molto basse, con "importanti discese di aria fredda non solo a febbraio, ma anche marzo". Per i prossimi 2 mesi, è pari a -1 grado il valore di anomalia termica atteso. Saranno possibili ondate di freddo da 5 a 10 giorni che potrebbero essere decisamente intense. Il grosso della anomalia termica prevista "sembra essere centrata sull'Europa orientale - conclude il Cnr -. Probabilmente, le regioni italiane più esposte saranno quelle centro-settentrionali e le adriatiche, ma è ancora presto per capire in dettaglio l'evoluzione precisa da adesso a fine marzo".

Gtz

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