Lunedì 01 Febbraio 2010

Mafia/ Ciancimino Jr: Per Provenzano immunità a partire dal '92

Roma, 1 feb. (Apcom) - "Gli incontri tra mio padre e Bernardo Provenzano erano più pericolosi per lui che per il capo mafia". Così ha detto Massimo Ciancimino, figlio di Don Vito l'ex sindaco di Palermo condannato per mafia, nel corso del processo all'ex vicecomandante del Ros Mori. "Mio padre mi diceva: Provenzano si muove garantito. Per me quelle parole - ha proseguito Ciancimino Jr - erano la prova di un accordo che lui stesso, cioè mio padre, ha garantito almeno a partire dal maggio del '92 e fino a dicembre dello stesso anno". Nell'aula bunker dell'Ucciardone, a Palermo, Ciancimino jr ha ricordato numerosi incontri "due, tre volte al mese" che sarebbero avvenuti tra Vito Ciancimino e Provenzano che è stato latitante per la giustizia dal '63 al 2006. Secondo Massimo Ciancimino, invece, per Provenzano c'era "una sorta di immunità" ed era possibile al boss di mafia andare a trovare l'ex sindaco di Palermo quando questi era agli arresti domiciliari nel suo appartamento alla Salita di San Sebastianello, vicino piazza di Spagna a Roma. "Lui si presentava come ingegner Lo Verde ma ormai io avevo capito che era Provenzano da tanto tempo. Mio padre lo riceveva in camera da letto, si intrattenevano per una o due ore". Quando ha capito che l'ingegner Lo Verde era Provenzano? Ha chiesto il Pm Antonino Di Matteo. "Era nel '78-'79 - ha proseguito Ciancimino Jr - non ricordo bene, un sabato. Dal barbiere, con mio padre, lessi su una rivista un servizio sui boss corleonesi che erano sfuggiti alla giustizia. La ricostruzione del volto di Provenzano era proprio quella di Lo Verde, quando lo feci capire a mio padre lui mi disse 'stai attento, da queste situazioni non ti posso salvare neanche io'. E da allora per me Provenzano è stato Lo Verde tale e tanta è stata la paura che mi è stata trasmessa".

Nav/Ber

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