Sabato 23 Gennaio 2010

Mediatrade/ Pier Silvio Berlusconi: Si vuole colpire mio padre

Roma, 23 gen. (Apcom) - Esprime "stupore" ma anche "tranquillità" per l'inchiesta Mediatrade, senza però nascondere "l'amarezza di vedere di nuovo la volontà di colpire mio padre con qualunque pretesto". Reagisce così il vicepresidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi, che affida ad una nota il suo commento alla notizia della chiusura delle indagini da parte dei pm di Milano. "Ho appreso con stupore ma con grande tranquillità - scrive Pier Silvio Berlusconi - la notizia dell'inserimento del mio nome nelle indagini sui diritti cinematografici. La tranquillità nasce dal fatto che so come lavoriamo, sia io personalmente sia tutta Mediaset. So quanto scrupolo - rivendica - Mediaset pone nel controllare i costi e quale sforzo è quotidianamente messo in atto per dare il massimo ai nostri tanti azionisti. E tutto questo è assolutamente evidente nei bilanci Mediaset. Per cui mi fa quasi sorridere che proprio io sia stato coinvolto in un'inchiesta in cui si parla di costi gonfiati, fondi neri e irregolarità fiscali". "Certo le indagini si sono appena concluse e ora - afferma ancora il vicepresidente Mediaset e figlio del premier - spetterà a un giudice stabilire se esistono gli estremi per un processo che mi coinvolga. Ma comunque sono assolutamente sereno e confido nel fatto che emergerà presto l'assoluta estraneità mia, di mio padre e del presidente Fedele Confalonieri alle odiose accuse ipotizzate. Per quanto mi riguarda è già accaduto una volta". "Tuttavia - afferma Pier Silvio Berlusconi - questo non riduce l'amarezza di vedere di nuovo la volontà di colpire mio padre con qualunque pretesto. E la mia impressione è che anch'io, da ieri, sia stato inserito in questo meccanismo. Come cittadino e come imprenditore non posso accettare tale sistema, ma voglio che tutti sappiano - conclude - che essere stato scaraventato in questa bagarre non mi spaventa affatto e anzi mi fa sentire ancora più vicino a mio padre. In tutto e per tutto".

Red/Pol

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