Mercoledì 20 Gennaio 2010

Regionali/ Ruini vede Berlusconi con un occhio a Udc e Polverini

Roma, 20 gen. (Apcom) - Era il febbraio del 2008 quando Dino Boffo, fedelissimo del cardinal Ruini, andava al 'Tg1' per consigliare alla coalizione guidata da Silvio Berlusconi di non escludere l'Udc di Pier Ferdinando Casini. "Per gli umori che raccolgo in giro - disse l'allora direttore di 'Avvenire' - è interesse dei cattolici, come credo sia interesse dello stesso polo di centro-destra, che sia salvaguardata la persistenza di un partito che fa direttamente riferimento alla dottrina sociale cristiana". Da allora molta acqua è scorsa sotto i ponti. L'Udc non è andato al governo con il Popolo della libertà e la Lega. Tra Berlusconi e Fini non c'è più l'idillio di una volta. Boffo si è dimesso dalla guida di 'Avvenire' dopo gli attacchi sferrati dal 'Giornale' della famiglia Berlusconi. E, soprattutto, Ruini non è più presidente della Cei. Ma gode ancora di un indiscusso rispetto all'interno delle gerarchie cattolica. Il Papa in persona gli ha affidato la stesura delle meditazioni per la Via Crucis del venerdì santo al Colosseo. Ruini, poi, conserva un grande appeal sul mondo della politica e una conoscenza profonda del mondo (e dell'elettorato) cattolico. Accolto l'altroieri a Montecitorio da Gianfranco Fini per un confronto sul tema dell'educazione, oggi - a poche ore dall'ufficio di presidenza del Pdl sulle regionali - il porporato ha ricevuto a casa sua, a pochi metri dai Musei vaticani, Silvio Berlusconi accompagnato da Gianni Letta. "Sono qui perchè ho voluto rivedere Sua Eminenza dopo l'aggressione che ho subito", ha spiegato il Presidente del Consiglio ai cronisti che lo attendevano all'uscita del Pontificio seminario romano minore. "Siamo stati ospiti suoi, di una persona cui ci lega da lunga data un sentimento di amicizia e di forte stima. Non c'entra niente la politica". Nessun commento all'incontro filtra dalla Conferenza episcopale italiana. Tantomeno dal Vaticano, che da mesi tiene, sotto la guida del cardinal Bertone, un approccio estremamente equilibrato e lealista nei confronti della politica italiana, apprezzando sopra ogni cosa gli appelli all'apeasement e alla responsabilità del presidente Napolitano. Ruini, del resto, è uomo aperto al confronto, e da quando ha lasciato tutti gli incarichi ufficiali - salvo quello di presidente del comitato per il Progetto culturale dei vescovi - può permettersi di fare il libero battitore. Chi conosce bene il 'cardinal sottile', però, sottolinea che il cardinale non può non guardare con preoccupazione all'ipotesi che le fibrillazioni in casa Pdl mettano a rischio la tenuta dell'accordo con l'Udc in Lazio e il successo elettorale di Renata Polverini. Consegnare la regione dove risiede la Sede di Pietro alla radicale Emma Bonino sarebbe "clamoroso", spiegano gli uomini vicini a Ruini nelle battaglie degli anni scorsi sulla procreazione medicalmente assistita, il Family day, i Dico e, ora, su quel testamento biologico che rischia di slittare al dopo elezioni. Uno di loro, Mimmo delle Foglie, oggi sull''Avvenire' ha criticato aspramente quegli "esponenti del cattolicesimo democratico" che "hanno già digerito la candidatura" della Bonino, dando così uno "schiaffo alle comunità cristiane e ai singoli credenti". Certo, l'intervento di Delle Foglie non è un editoriale e non rappresenta, quindi, la linea dei vescovi, ma la dice lunga sui malumori che covano nella galassia cattolica. E sul gradimento riservato, invece, alle rassicurazioni sulla candidatura Polverini.

Ska

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