Mercoledì 20 Gennaio 2010

Processo breve/ Berlusconi: Non credo ddl sia incostituzionale

Roma, 20 gen. (Apcom) - Per il premier Silvio Berlusconi nel ddl sul processo breve approvato questa mattina in Senato non si riscontrano profili di incostituzionalità: "Non credo sia incostituzionale: l'Europa ci chiede tempi certi nei processi, la Costituzione ci dice che i processi devono avere tempi ragionevoli. Non escludo profili incostituzionalità, perchè non spetta a me fare questa valutazione, ma dico che questa legge introduce tempi, seppure con il vantaggio di essere certi, che sono ancora eccessivi perchè i tempi non sono ragionevoli: li vorrei assolutamente più brevi di quanto prevede questa legge su cui il mio parere è negativo". Per il premier, infatti, "chi entra nel girone infernale dei processi in Italia è una persona persa. Il disastro per lui, la sua famiglia, i suoi rapporti civili, è sempre enorme. Credo che i tempi debbano essere più contenuti di quanto non sia in questa legge di tempi certi ma eccessivi". Quanto alle critiche che arrivano alla legge da parte dell'opposizione, Berlusconi le liquida così: "Sono tutti intellettualmente disonesti. Non sono problemi di Berlusconi come dicono, ma si tratta di aggressioni giudiziarie a Silvio Berlusconi, al presidente del Consiglio. Questa è una cosa certa. I processi in corso, Mills e diritti tv, sono totalmente infondati, vere e proprie calunnie". La parola ora spetta alla Camera, dove il testo licenziato dal Senato dovrà essere di nuovo approvato. La nuova legge, che si applica a tutte le tipologie di imputati, stabilisce che, per "violazione della durata ragionevole del processo", il procedimento per i reati sotto i 10 anni, dal momento in cui il pm "esercita l'azione penale", si estingue dopo 3 anni per il primo grado, 2 anni per il secondo e un anno e 6 mesi per la Cassazione (non più, dunque, 2+2+2 ma 3+2+1).

Rea

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