Mercoledì 20 Gennaio 2010

Processo breve/ Le toghe in coro: Devastante,distrugge giustizia

Roma, 20 gen. (Apcom) - Il Comitato intermagistrature - che riunisce la magistratura ordinaria, amministrativa e contabile e l'Avvocatura dello Stato - ribadisce le forti preoccupazioni per gli effetti del 'processo breve', una riforma che rischia di produrre "conseguenze devastanti" sull'intero sistema della giustizia italiana. "Non possiamo assistere in silenzio - affermano tutti i magistrati dopo il primo via libera al ddl in Senato - a riforme che sacrificano del tutto esigenze di tutela delle vittime dei reati, pongono nel nulla l'impegno delle forze dell'ordine e comportano vistose violazioni del principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, distruggendo il funzionamento della giustizia civile, penale, amministrativa e contabile in Italia". Il ddl sul 'processo breve', avverte il Comitato intermagistrature, "cancellerà ogni speranza di giustizia per le vittime di reati di particolare gravità, trasformando il processo penale in una tragica farsa". Inoltre "Si renderà, di fatto, impossibile l'accertamento di delitti come gli omicidi colposi realizzati nell'ambito dell'attività medica, le lesioni personali, le truffe, gli abusi d'ufficio, la corruzione semplice e in atti giudiziari, le frodi comunitarie, le frodi fiscali, i falsi in bilancio, la bancarotta preferenziale, le intercettazioni illecite, i reati informatici, la ricettazione, il traffico di rifiuti, lo sfruttamento della prostituzione, la violenza privata, la falsificazione di documenti pubblici, la calunnia, la falsa testimonianza, l'incendio, l'aborto clandestino". La parola ora spetta alla Camera, dove il testo licenziato dal Senato dovrà essere di nuovo approvato. La nuova legge, che si applica a tutte le tipologie di imputati, stabilisce che, per "violazione della durata ragionevole del processo", il procedimento per i reati sotto i 10 anni, dal momento in cui il pm "esercita l'azione penale", si estingue dopo 3 anni per il primo grado, 2 anni per il secondo e un anno e 6 mesi per la Cassazione (non più, dunque, 2+2+2 ma 3+2+1).

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