Mercoledì 20 Gennaio 2010

Giustizia/Alfano: 2010 anno di riforma,processo breve strategico

Roma, 20 gen. (Apcom) - Parte lancia in resta il ministro della Giustizia Angelino Alfano e nella relazione annuale alle Camere sullo stato del settore mette nero su bianco che "il 2010 potrà passare alla storia come l'anno della compiuta riforma ordinaria e costituzionale del sistema giustizia". Alfano pronuncia queste parole nell'Aula del Senato, che soltanto la mattina, dopo due giorni di scontri tra le forze politiche, ha approvato la riforma dei tempi processuali, fissando i termini di durata massima dei procedimenti. Una norma, quella sul "processo breve", che ha fatto gridare l'opposizione allo scandalo, "è l'ennesima legge ad personam", hanno detto tutti i capigruppo di minoranza. Niente di più lontano dalla realtà, secondo il Guardasigilli. Secondo il ministro, questa norma è strategica, perchè "la lentezza dei processi è un nemico insidioso". Quanto alle riforme future, si tratta di ristrutturare il Csm e consolidare la sepatazione delle carriere. Quindi, ha annunciato oggi Alfano, occorre "ripensare adeguatamente la struttura, la composizione e la funzione del Consiglio superiore della Magistratura, ben oltre all'esigenza di innovarne il sistema elettorale, che può essere modificato con legge ordinaria". Poi, "per ottenere risultati duraturi occorre procedere alla riscrittura di alcune fondamentali e strategiche regole costituzionali che, ferma l'indipendenza e l'autonomia della magistratura, attribuiscano al giudice il ruolo centrale nell'esercizio della giurisdizione e garantiscano ad un separato ordine dell'accusa piena autonomia nell'esercizio dell'azione penale, nonchè nello svolgimento delle indagini sulle notizie di reato che ad esso pervengano". Il tutto con la benedizione del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che oggi è tornato a difendere il lavoro della sua maggioranza. "Non credo che il ddl sui tempi del processo - ha detto il premier - sia incostituzionale: l'Europa ci chiede tempi certi nei processi, la Costituzione ci dice che i processi devono avere tempi ragionevoli. Non escludo profili di incostituzionalità, ma dico che questa legge introduce tempi, seppure certi, che sono ancora eccessivi" perchè "non ragionevoli".

Gic

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