Mercoledì 20 Gennaio 2010

Processo breve/Senato approva norma, bagarre prima e dopo il voto

Roma, 20 gen. (Apcom) - Il processo breve è cosa fatta, almeno in un ramo del Parlamento ma con disordine in aula ed esposizione di cartelli "Berlusconi fatti processare". Il Senato ha approvato, con 163 voti favorevoli, 130 contrari e due astenuti, il ddl 1880, ovvero 'Norme contro la irragionevole durata del processo'. Di fatto, quindi, i processi per reati con pena al di sotto dei 10 anni non potranno durare più di sei anni e mezzo. La parola ora spetta alla Camera, dove il testo licenziato dal Senato dovrà essere di nuovo approvato. I senatori del Pdl hanno applaudito a lungo l'approvazione della norma. Nella maggioranza però, è da registrare almeno un dissenso pubblico, quello di Enrico Musso, docente universitario di economia applicata, che ha accusato il Pdl di aver commesso "un errore grave, non ammettere pubblicamente che c'erano due obiettivi, quello della ragionevole durata dei processi e quello che è diventato una sorta di agenda nascosta, la tutela del presidente del Consiglio". Applausi per lui dall'opposizione, che ha denunciato, sia con l'Udc che con l'Idv e il Pd, proprio la qualità di "legge ad personam" della norma approvata oggi. Anche il voto di oggi ha avuto i suoi attimi di tensione. Sia prima che dopo il voto, infatti, il gruppo dell'Idv si è alzato e ha esposto alcuni cartelli contro la norma, con i quali invitavano il presidente del Consiglio a "farsi processare". Immediata la reazione dei commessi, che però hanno avuto le loro difficoltà a togliere i cartelli dalle mani dei senatori, soprattutto da quelle di Stefano Pedica, particolarmente abile nel tenere lontano il foglio con il quale annunciava la "morte della giustizia". A un certo punto, vista la bagarre prima del voto finale, è intervenuto in prima persona anche il senatore del Pdl Domenico Gramazio, il quale ha letteralmente lanciato un fascicolo di atti parlamentari alla volta del gruppo Idv, colpendo il collega Alfonso Mascitelli. Stessa scena, ma senza lancio di oggetti, anche dopo il voto favorevole del Senato alla norma.

Gic

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