Mercoledì 20 Gennaio 2010

Haiti/ Presidente Caritas locale: molto dolore ma ora ricostruire

Roma, 20 gen. (Apcom) - "Una delle prime cose che ho fatto è cercare di contattare i membri del mio staff e rassicurarli. Ho detto loro di non temere e che questa era una possibilità per le persone di dimostrare solidarietà e di aiutarsi a vicenda". Monsignor Pierre André Dumas, presidente di Caritas Haiti, ha perso una nipotina di due anni e mezzo e un cognato nel terremoto, ma ora pensa a sostenere la sua gente. "Tutti coloro che sono morti non meritavano di andarsene così presto. Per coloro di noi che sono rimasti, in questo momento c`è molto dolore, ma credo - racconta - che la nostra carità e il modo in cui viviamo questa crisi ci aiuterà a crescere in umanità. Ora dobbiamo ricostruire e abbiamo l`opportunità di costruire un Haiti migliore, in cui la persona sia al centro di tutto". Per alimentare questo impegno a lungo termine si è mobilitata anche la Chiesa italiana che ha indetto per domenica 24 gennaio una raccolta straordinaria in tutte le parrocchie, a sostegno delle iniziative di solidarietà promosse da Caritas Italiana. Grazie alla mobilitazione dei centri Caritas e dei volontari in tutte le dieci diocesi del paese e nella Repubblica Dominicana, pur tra le difficoltà logistiche e in una situazione caotica, Caritas Italiana, al momento attraverso Caritas Haiti, ha avviato diversi interventi su target limitati ma effettivamente raggiungibili, in attesa di poter lanciare un piano complessivo per la fase di emergenza e programmare poi le altre fasi su larga scala. Sono oltre 500 gli operatori Caritas attivi nella capitale Port-au-Prince. In 11 centri hanno finora provveduto alla distribuzione di kit da cucina e per l'igiene, disinfettanti e coperte per 3.000 famiglie, 30.000 litri di acqua potabile e tende destinate a più di 50.000 persone. Sono inoltre in fase di distribuzione kit sanitari per 80.000 persone e 4 milioni di pastiglie per la potabilizzazione dell'acqua. Sono arrivati da Santo Domingo 20 camion e 80 container con aiuti alimentari e generi di prima necessità. Sono stati attivate sei cliniche mobili che forniscono cure di base e informazioni per evitare il diffondersi di epidemie. Intanto la Caritas ha riattivato nell`ospedale San Francesco di Sales, in centro città, distrutto al 60%, una macchina per le radiografie e due sale operatorie. Si sta inoltre allestendo una terza sala operatoria in una struttura temporanea accanto all`ospedale. Per le prossime 2-4 settimane si prevede di distribuire kit di base settimanali a 20.000 famiglie. Ogni kit contiene: cibo in scatola per 1 settimana, acqua potabile o pasticche per potabilizzazione, farmaci di base con indicazioni in lingua creola, kit per l`igiene personale, kit da cucina con pentole ed utensili. Cibo e tende sono stati distribuiti anche a 3.000 persone a Leogane - che è stata quasi completamente distrutta - e ad altre 5.000 a Grosse Morne e a Jacmel.

Red/Apa

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