Mercoledì 20 Gennaio 2010

Usa/ Un anno dopo, Obama è diventato un 'leader di guerra'

New York, 20 gen. (Apcom) - Barack Obama, un anno dopo il giuramento che lo ha fatto diventare comandante in capo delle forze armate americane, è diventato un presidente di guerra. Un ruolo a cui, per sua stessa ammissione, la sua esperienza precedente non lo aveva preparato. In questi mesi Obama ha dovuto imparare con l'umiltà dell'autodidatta, e ha saputo circondarsi di persone esperte e fidate, come scrive il Washington Post. Tra queste il generale Colin Powell, ex membro del gabinetto di George W.Bush ma poi aperto sostenitore di Obama alla corsa elettorale contro John McCain. "Si è reso conto di non avere mai fatto queste cose, e che avrebbe dovuto impararle sul lavoro", ha detto Powell, secondo cui "Obama ha fatto bene come comandante in capo". L'immagine che è emersa è quella di un presidente poco a sua agio con la retorica militaresca utilizzata tradizionalmente per motivare le truppe. Il suo tono solenne è più quello di un uomo tormentato dalla responsabilità e dalle conseguenze della guerra. Ma nonostante questo, e le critiche dei repubblicani che lo hanno accusato di reticenza, Obama ha dimostrato una volontà di utilizzare la forza pari se non superiore a quella del suo predecessore Bush nel suo secondo mandato. Nel suo primo anno alla Casa Bianca il presidente ha triplicato il numero di soldati in Afghanistan, ha aumentato le operazioni contro i nemici in Pakistan, Somalia e Yemen, e ha perfino autorizzato i cecchini delle Forze Speciali a freddare tre pirati somali che avevano preso in ostaggio un americano. Secondo membri dell'amministrazione Obama si è ispirato a John Kennedy nel suo rapporto con l'esercito, e in particolare alla gestione della crisi missilistica con Cuba negli anni sessanta. Allora i capi militari volevano un attacco e una guerra lampo contro l'isola comunista, ma Jfk non cedette alle pressioni. "Pensa prima di sparare", è lo slogan kennediano che Obama ha fatto suo. Di ispirazione sono stati anche ex presidenti repubblicani. "Quello che ha preso da Eisenhower è che tutto ciò che fai come comandante in capo deve essere visto per come si riflette sui tuoi altri obiettivi", ha detto un funzionario del governo. Forse quello che meglio esemplifica il suo approccio alla guerra è il modo in cui ha lavorato al suo discorso di accettazione del premio Nobel, consegnatogli in dicembre ad Oslo. Obama chiese al suo "speechwriter" Jon Favreau e al suo consigliere Ben Rhodes di lavorare ad "un discorso contemporaneo sulla guerra e sulla pace, da Churchill a King", e chiese loro di portargli scritti di San Tommaso d'Aquino e Reinhold Niebuhr sulla moralità della guerra. Ad Oslo, Obama ha detto che "nessuna guerra santa può essere una guerra giusta" a proposito degli attacchi terroristici dell'11 settembre. Solamente due settimane dopo il discorso, il giorno di Natale, un ragazzo nigeriano di 23 anni, ha tentato di farsi esplodere su un volo Amsterdam-Detroit, riportano drammaticamente l'attenzione sul al-Qaida, in particolare nelle penisola arabica. Per molti nello Yemen potrebbe aprirsi un nuovo scenario di guerra.

Red/Kat

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