Giovedì 14 Gennaio 2010

Haiti/ Catastrofe a Port-au-Pince, forse 500mila i morti

Roma, 14 gen. (Apcom) - A più di 24 ore dal violento sisma che ha colpito Port-au-Prince, la situazione nella capitale haitiana rimane caotica: mentre proseguono i soccorsi immediati possibili in loco e inizia a muoversi la macchina degli aiuti internazionali, non c'è ancora chiarezza sull'effettivo bilancio delle vittime. La mancanza di comunicazioni e di infrastrutture efficaci - soprattutto sanitarie ed idriche - fa infatti temere che con il passare delle ore il numero dei morti possa raggiungere l'ordine delle centinaia di migliaia: "Vi sono 500mila vittime", ha affermato Youri Latortue, senatore haitiano, basando la sua stima sui danni provocati dal terremoto; in precedenza il premier Jean-Max Bellerive aveva parlato di oltre centomila morti. La Croce Rossa Internazionale ha stimato che il sisma abbia colpito circa un terzo della popolazione della capitale, circa 600mila persone. Si teme anche per gli italiani presenti nel Paese: sono ora circa 70, fa sapere la Farnesina, i connazionali che si sono messi in contatto con le autorità consolari. Tuttavia, è ancora incerto quanti fossero gli italiani che si trovavano effettivamente sull'isola: gli iscritti all'Aire - il registro degli italiani all'estero - sono circa 190: cooperanti, religiosi, tecnici di azienda e qualche residente. Non è detto però che fossero tutti presenti al momento del sisma, né è da escludere che si trovassero ad Haiti turisti o viaggiatori che non hanno segnalato la loro presenza. Al momento sarebbero ancora migliaia di persone sotto le macerie e decine di migliaia di feriti lasciati senza soccorsi; si teme anche per gli undicimila uomini della missione Onu, la Minustah, che garantisce l'ordine nel tormentato Paese: come tanti altri palazzi anche la sede della missione è andata distrutta e nel crollo è morto anche il responsabile, il tunisino Hedi Annabi. Ora sono 16 i morti accertati fra i funzionari dell'Onu e una cinquantina di feriti di cui alcuni in gravi condizioni: a questi vanno però aggiunti circa 150 dispersi. Inoltre, si contano oltre una ventina di morti fra i Caschi Blu: undici militari brasiliani, otto cinesi e tre giordani.

Mgi-Coa

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