Mercoledì 13 Gennaio 2010

Giustizia/ Blocca processi in stand-by, il problema è sui tempi

Roma, 13 gen. (Apcom) - Niente decreto 'blocca-processi' nel Cdm di oggi, la 'trattativa' è ancora in corso. La maggioranza lavora per trovare la quadra, dopo i ripetuti contatti avuti con il Quirinale che non ha taciuto le sue perplessità. I tecnici del Colle si sono messi subito al lavoro, studiando la sentenza della Corte Costituzionale, che obbliga a consentire il ricorso al rito abbreviato agli imputati ai quali siano state contestate nuove accuse durante un processo. Si sta verificando la fattibilità di un decreto su tale materia, poichè la sentenza è ovviamente di per sè già applicabile ma allo stato non prevede tempi definiti di sospensione del processo per esercitare il diritto ad decidere sul giudizio abbreviato. Mentre governo e maggioranza sono determinati a stabilire per legge un tempo minimo-massimo di sospensione del processo per consentire alla difesa di valutare la nuova opportunità. La partita sulla sospensione, dunque, è tutt'altro che chiusa. Riguarda lo strumento (decreto o ddl ad hoc- emendamento ad altra legge in Parlamento) e riguarda i tempi minimi-massimi di sospensioni. Temi entrambi su cui la vigilanza del Colle continua a essere molto rigida. Nella mattinata di ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta si era recato al Colle illustrando una bozza, ancora 'aperta' e totalmente 'in divenire', che prevedeva uno stop di novanta giorni. Non erano mancati i dubbi del Colle. In serata, dopo la mediazione anche del presidente della Camera Gianfranco Fini, si era giunti a ipotizzare 45 giorni di sospensione che però non sarebbero considerati sufficienti dai tecnici del premier. Il governo punterebbe ad ottenere uno stop di 60 giorni.

Rea/Tom/Vep/Arc

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