Mercoledì 13 Gennaio 2010

Rosarno/ Maroni e Frattini difendono esecutivo. L'Egitto accusa

Roma, 13 gen. (Apcom) - Il dopo-Rosarno ha visto ieri i ministri Frattini e Maroni impegnati a difendere e spiegare le ragioni del governo sulla gestione della rivolta degli extracomunitari. E' toccato per primo al ministro degli Affari Esteri impegnarsi sul fronte diplomatico inaspettatamente apertosi con l'Egitto che ha condannato le violenze e la caccia all'uomo di cui sono stati vittime negli ultimi giorni immigrati clandestini africani nella cittadina calabrese. Frattini, in missione in Mauritania, ha risposto: "Con un Paese amico come l'Egitto sono pronto a parlare di qualsiasi cosa", ha detto il titolare della Farnesina. Frattini, che sabato sarà al Cairo, spiegherà "agli egiziani che come comunità immigrata rispettano d'abitudine la legge e che anche in Italia noi vogliamo che le leggi siano rispettate". Un tentativo di sedare le polemiche che non ha trovato il sostegno della Lega. Umberto Bossi è andato giù duro: "Guardate come loro trattano i cristiani: li fanno fuori tutti. Tranquilli, non sono questi i problemi". Nel pomeriggio, poi, il ministro Maroni è sceso in campo per difendere l'esecutivo sul fronte interno, riferendo al Parlamento come richiesto dalle opposizioni. Secondo il ministro "non c'è bisogno di nuove norme sull'immigrazione, basta applicare quelle esistenti e cioè la Bossi-Fini". Numerosi clandestini spostati dagli alloggi provvisori di Rosarno saranno espulsi dal territorio italiano. Tuttavia "La maggioranza degli immigrati a Rosarno - ha aggiunto Maroni - era regolare, dal punto di vista del permesso di soggiorno. Non certo da quello del regolare contratto di lavoro. Le leggi attuali, in particolare la Bossi-Fini, - ha continuato il titolare del Viminale - già impongono la regolarità delle posizioni di lavoro. E' invece necessario che queste leggi siano applicate integralmente da chi fino ad oggi le ha semplicemente eluse". La possibilità che la 'ndrangheta abbia avuto un interesse ed un ruolo negli incidenti di Rosarno è "attualmente al vaglio dell'autorità giudiziaria" ha detto Maroni, respingendo "con fermezza ogni riferimento riguardo ad una scarsa o inadeguata attenzione dello Stato verso i problemi della Calabria". Il ministro peraltro ha sottolineato che nessuno degli immigrati a Rosarno era di nazionalità egiziana.

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