Mercoledì 13 Gennaio 2010

Giustizia/ Oggi dl blocca-processi in Cdm, tecnici al lavoro

Roma, 13 gen. (Apcom) - Decreto. E' ancora una volta l'uso dello strumento legislativo d'urgenza a far salire la tensione tra palazzo Chigi e il Quirinale, a meno di 24 ore dal faccia a faccia che ha segnato l'avvio del disgelo tra Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano. Gli esperti del premier hanno infatti studiato un provvedimento che, rifacendosi a una recente sentenza della Consulta, consentirebbe di bloccare fino a tre mesi i processi del Cavaliere, ossia il tempo per valutare se ricorrere o meno al rito abbreviato. La proposta è stata illustrata ieri mattina dal 'gran mediatore del premier, Gianni Letta, al capo dello Stato, nell'ipotesi del decreto ma come testo 'aperto'. Per Costituzione, infatti, è la più alta carica dello Stato a essere garante dei requisiti di "necessità e urgenza" del provvedimento legislativo. Proprio su questo punto la comunicazione tra l'emissario di palazzo Chigi e il Colle è entrata in difficoltà. Al centro della discussione è il metodo, ma anche il merito, a cominciare dal profilo che rischia di essere ad personam. Ed è su quest'onda che oggi il presidente della Camera, Gianfranco Fini, è tornato a bacchettare il governo per "l'uso distorto della decretazione d'urgenza" che "soffoca il libero dibattito parlamentare". Da una parte il monito, ma dall'altra la terza carica dello Stato si sarebbe fatta in queste ore anche artefice di un lavorio di mediazione per cercare - viene spiegato - di far comprendere al governo le ragioni del Quirinale, che a sua volta sarebbe consapevole delle necessità dell'esecutivo. Il decreto dunque si farà e potrebbe essere presentato già oggi in Consiglio dei ministri. I tecnici sono al lavoro per cercare di mettere nero su bianco un testo che dia al premier il suo mini-scudo, ma che possa anche essere controfirmato dal Quirinale. Bac/Tom/Vep gen 10

MAZ

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