Giovedì 07 Gennaio 2010

Regionali/ Bersani respinge critiche: Alleanze servono a vincere

Roma, 7 gen. (Apcom) - La partita delle candidature per le regionali sta creando non poche difficoltà a Pier Luigi Bersani, in particolare in due regioni importanti come la Puglia e il Lazio. Ma la convinzione del segretario del Pd è che sia necessario, per vincere, costruire un'alternativa di governo insieme a tutte le forze di opposizione anche se questo significa impiegare 72 ore in più per individuare i candidati, spiega chi ha avuto modo di parlare col segretario in queste ore. Questa la ratio seguita in Puglia, dove il Pd ha lavorato a lungo e infine ha ceduto al pressing centrista 'silurando' Nichi Vendola e candidando Francesco Boccia. La stessa filosofia ha spinto il leader Democratico ad affidare un mandato 'esplorativo' a Nicola Zingaretti, il nome preferito dall'Udc per il Lazio, nonostante i suoi ripetuti rifiuti a lasciare il posto di Presidente della provincia di Roma. Oltre alle critiche ricevute dagli alleati come l'Idv, che ieri ha fatto sapere di aver interrotto il confronto sulle alleanze per le regionali in attesa di un chiarimento da parte di Bersani sui rapporti tra i due partiti, in questi giorni il segretario è stato bacchettato anche da esponenti di Area democratica per il ritardo nella scelta dei nomi per la corsa a governatore e per aver ceduto troppo alle richieste dell'Udc. A complicare ulteriormente il quadro, martedì, c'è stata la discesa in campo di Emma Bonino candidata nel Lazio per i Radicali che ha destato l'interesse di una parte del Pd e dei socialisti. Mentre a stretto giro Casini ha fatto sapere che se la candidata del Pd sarà la Bonino lui appoggerà Renata Polverini del Pdl. L'obiettivo di Bersani, spiegano nel suo staff, è quello di costruire un'alternativa di governo a partire dalle regionali, inoltre il piglio decisionista adottato in passato per la scelta dei candidati ha portato alla sconfitta, per questo stavolta il metodo prescelto è stato quello di costruire alleanze larghe e con pazienza, se per non perdere 10 regioni, come avverrebbe se venissero confermati i risultati elettorali delle europee, occorre lavorare 72 ore in più allora si lavorerà 72 ore in più. E del resto nella maggior parte delle regioni le candidature e le alleanze con l'Udc sono state definite, (Piemonte, Marche, Liguria e Basilicata) mancano all'appello alcune regioni, le più difficili come Puglia, Lazio, Campania e Calabria, un caso a parte sarà l'Umbria dove si cercherà di evitare lo scontro fratricida di due candidati del Pd in concorrenza tra loro, Rita Lorenzetti e Mauro Agostini. Per la Regione Lazio, invece non esistono le condizioni per una candidatura alla presidenza che coinvolga il centrosinistra e l'Udc. Lo riferisce in una nota il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, cui ieri il Pd aveva affidato il mandato esplorativo "per costruire una nuova e larga alleanza nel Lazio" invitando il suo partito o a verificare un possibile sostegno alla radicale Emma Bonino o a individuare una "forte e autorevole candidatura di carattere nazionale, una novità. E' evidente - afferma Zingaretti - che il centro sinistra debba chiudere in tempi rapidi la questione della candidatura nel Lazio. Per questo, in questi due giorni, ho svolto molti colloqui con gli esponenti politici coinvolti nella ricerca di una candidatura del centrosinistra e sostenuta dall`Udc. Purtroppo in base a quanto ho potuto appurare in questo momento, ancora non esistono le condizioni per una candidatura che coinvolga tutte le forze di una coalizione così larga". Quanto alla Puglia da largo del Nazareno si ribadisce che Boccia sta lavorando in queste ore a costruire una coalizione ampia cercando anche di convincere Vendola a non mettersi di traverso. "Mi auguro che intorno alla candidatura di Francesco Boccia si realizzi in queste ore la più ampia convergenza di forze politiche e che, anche il concorso di Nichi Vendola, maturino decisioni che favoriscano il superamento delle divisioni e la possibilità di confermare alla guida della Puglia uno schieramento progressista e riformatore", ha detto Piero Fassino. La Puglia è una regione considerata un 'laboratorio' della strategia nazionale di allargamento dell'alleanza ai centristi, come ha spiegato oggi Nicola Latorre. E questo obiettivo per i vertici del Pd presuppone anche che ci sia un ricambio delle figure politiche, come quella di Vendola. In Calabria il 17 gennaio si terranno le primarie con quattro candidati: Agazio Loiero, presidente uscente, Giuseppe Bova, Doris Lo Moro e Bruno Censore. In Campania invece ancora da sciogliere il nodo del candidato governatore, in pista ci sono Ennio Cascetta e Vincenzo De Luca.

Gal

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