Mercoledì 06 Gennaio 2010

Sisma Abruzzo/ Casa Studente, pm: chiederemo rinvio a giudizio

Roma, 6 gen. (Apcom) - Se gli indagati per il crollo della Casa dello studente all'Aquila non porteranno "elementi nuovi", rispetto anche a quelli "precisi" scritti nero su bianco sulla perizia dei consulenti della procura, i magistrati inquirenti chiederanno il rinvio a giudizio: lo spiega al telefono con Apcom il procuratore dell'Aquila Alfredo Rossini che sta seguendo le indagini, aperte in più filoni, per i crolli fatali durante il sisma del 6 aprile in Abruzzo. "Gli elementi contenuti nella perizia sono precisi - spiega il pm - noi possiamo dire che abbiamo fatto un'indagine mai avvenuta prima in caso di terremoti, con dei risultati. Con la fine delle indagini preliminari, depositati gli atti, ci sarà la possibilità per gli indagati di produrre le loro perizie ed essere interrogati. Ma io penso che possiamo tranquillamente pensare di chiedere il rinvio a giudizio al giudice e arrivare al processo in tempi brevi per accertare le responsabilità delle persone e anche chiedere ed arrivare ad una eventuale pronuncia di condanna". "E' questo - aggiunge - che vogliono i familiari delle vittime: vogliono l'accertamento della verità, non vendette, vogliono sapere come sono andate le cose, che cosa è successo". Quindi se "gli indagati non presenteranno elementi nuovi, se non emergeranno elementi nuovi, chiederemo certamente il rinvio a giudizio", sottolinea il pm. Questo per quanto riguarda il crollo alla Casa dello studente che conta 15 indagati, di cui quattro ormai deceduti, per omicidio colposo e disastro colposo, per la morte degli otto ragazzi, rimasti sepolti sotto le macerie. Il pm non si sbilancia ma non è escluso che le responsabilità possano anche farsi più pesanti, se nel prosieguo verrà accertato il peso avuto nel crollo ad esempio del calcestruzzo scadente o di quel pilastro mancante, ma allo stato se "la casa dello studente fosse stata costruita a norma probabilmente non sarebbe crollata con il sisma", dice Rossini. Dopo la casa dello studente, toccherà al Convitto e alla Facoltà di ingegneria, entrambi i filoni contano già due indagati, poi "entro i primi tre mesi dell'anno - prosegue Rossini - gli altri tre siti", che comprendono condomini privati crollati causando decine di vittime. Anche per questi filoni lo stesso procedimento: "Siamo sempre stati in mezzo alle macerie per fare i sopralluoghi e i prelievi, e se le perizie, come noi pensiamo, evidenzieranno, le stesse situazioni della Casa dello studente potremmo arrivare anche per questi ad un processo e ad un risultato simili a quello della Casa dello studente". Secondo la perizia firmata dai consulenti della procura aquilana, Francesco Benedettini e Antonello Salvatori, "il collasso dell`ala nord è prevalentemente dovuto a carenze specifiche e non al terremoto". Non al sisma quindi, ritenuto di "magnitudo moderata" ma per carenze nella struttura: per la mancanza di un pilastro portante, pilastri senza le staffe e, come i travi, intrisi di umidità, la scala di emergenza ha ceduto perché non era saldamente attaccata alla struttura, il calcestruzzo era "disomogeneo" e tutti i lavori per adeguare quello stabile, progettato nel 1965, da civile abitazione a residenza universitaria, così come tutti i successivi di manutenzione, come i tramezzi abbattuti, i serbatoi ei pannelli solari proprio sul terrazzo dell'ala nord, hanno indebolito ancor più la struttura già carente. Per i periti - così come si legge nel quotidiano aquilano Il centro che riporta stralci della relazione - "questo atteggiamento negligente ha fatto preferire costantemente lavori di cura estetica-funzionale dell`edificio, mentre non sono mai stati rivolti ad assicurare agli abitanti dell`immobile una costruzione solida e rispondente alle normative vigenti in tema di sicurezza strutturale".

Gtu

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