Mercoledì 06 Gennaio 2010

Terrorismo/Il mea culpa di Obama. In Yemen preso leader Al Qaida

New York, 6 gen. (Apcom) - Nuovi colpi ad Al Qaida nello Yemen, mentre il presidente americano Barack Obama ha definito "Inaccettabile e intollerabile" il quasi attentato di Natale le inefficenze dell'intelligence Usa, il presidente americano non ha compiuto per ora il passo successivo cioè la rimozione di alcune teste eccellenti, limitandosi a indicare le linee guida per ottenere maggiori controlli sugli estremisti e negli aeroporti Scuro in volto come poche volte in passato, Obama al termine del maxivertice di sicurezza di ieri ha ammesso di fronte alle telecamere che il sistema americano "ha fallito in maniera disastrosa" il giorno di Natale, quando il giovane estremista nigeriano Umar Farouk Abdulmutallab, noto ai servizi di sicurezza e a quanto pare addestrato proprio nello Yemen, si è imbarcato da Amsterdam verso Detroit e una nuova strage terroristica è stata evitata per un soffio. L'intelligence Usa aveva a disposizione tutti gli elementi per riconoscere il pericolo. "Non è stato un errore dettato dalla mancanza di informazioni, ma dal fatto che non siamo stati in grado di collegare gli elementi", ha detto Obama. Intanto nello Yemen, dove il governo sta sferrando un'offensiva contro gli estremisti col sostegno anche finanziario di Washington e Londra, un sospetto leader di al Qaida all'origine delle minacce contro l'ambasciata degli Stati Uniti a Sana'a, è stato arrestato in un ospedale a nord della capitale mentre altri tre componenti dell'organizzazione terroristica si sono consegnati alle autorità. Mohammad Ahmed al Hanak è stato catturato in un nosocomio di Raida, 80 chilometri a nord di Sana'a, con due sospetti membri della sua cellula rimasti feriti due giorni fa durante un'operazione diretta proprio contro il capo locale di al Qaida. L'ambasciata Usa nel paese come quella di altre nazioni (Grand Bretagna, Francia, Giappone) ha riaperto ieri dopo due giorni di fermo.

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