Martedì 01 Dicembre 2009

Afghanistan/Rinforzi da Roma e Londra, Berlino e Parigi reticenti

Parigi, 1 dic. (Apcom) - Barack Obama chiederà agli alleati europei della Nato da 5.000 a 10.000 rinforzi per la sua nuova strategia in Afghanistan, ma non tutti risponderanno positivamente all'appello della Casa Bianca. Se la Gran Bretagna ha già annunciato che invierà altri 500 militari nel paese asiatico, la Germania e la Francia hanno sostanzialmente escluso rinforzi, almeno in tempi brevi. Quanto all'Italia, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha confermato un contributo italiano pur precisando che non si parlerà di numeri prima del suo incontro con Hillary Clinton durante il prossimo vertice della Nato a Bruxelles, il 3 e 4 dicembre prossimi. Secondo il quotidiano francese Le Monde, Washington avrebbe chiesto 10.000 soldati supplementari ai suoi alleati, di cui 2.000 alla Germania, 1.500 all'Italia, 1.500 alla Francia e 1.000 al Regno Unito. Ieri il primo ministro britannico Gordon Brown ha annunciato in parlamento l'invio di 500 soldati, che "si dispiegheranno a partire da inizio dicembre nella provincia di Helmand" La cancelliera tedesca Angela Merkel ha informato che la Germania non prenderà decisioni sui rinforzi prima di due mesi. "Comprendiamo i bisogni degli Stati Uniti, ma non decideremo in questi giorni. Non lo faremo prima della conferenza sull'Afghanistan (...) che avrà luogo il 28 gennaio a Londra", ha dichiarato. Dopo la conferenza di Londra, "la Germania deciderà se fare o meno sforzi supplementari e, se necessario, quali sforzi", ha precisato ancora Angela Merkel. La Francia, che ha il quarto contingente con 3.750 uomini in Afghanistan, ha ribadito oggi che l'invio di rinforzi non è in agenda. Interpellato sulla richiesta americana di 1.500 soldati supplementari, il segretario di Stato agli Affari europei, Pierre Lellouche, ha risposto: "Conoscete la risposta del presidente della Repubblica, è no". E infatti Nicolas Sarkozy aveva dichiarato già ad ottobre: "La Francia non invierà un soldato di più". La Polonia, invece, prenderà una decisione "alla fine dell'anno o all'inizio del prossimo", ha dichiarato oggi il primo ministro Donald Tusk, pur ammettendo di "non essere entusiasta" davanti alla prospettiva di inviare rinforzi nel paese asiatico. Quanto all'Italia, "farà la sua parte con spirito positivo rispondendo alle richieste che la Nato ha formulato", ha confermato oggi Frattini. "Ascolteremo oggi il discorso del presidente Obama, giovedì vedrò la signora Clinton (alla ministeriale Nato di Bruxelles, ndr), e poi ovviamente informeremo il parlamento italiano prima di dare dettagli", ha insistito, rispondendo a una domanda sul numero dei rinforzi italiani. Pensieri e parole che sono stati anche del ministro della Difesa Ignazio La Russa. "La decisione circa il numero degli uomini avverrà dopo quell'incontro" tra Frattini e Clinton, "anche perché non si tratta di decidere solo se e quanti uomini inviare ma in quale contesto e con quale progetto", ha detto il ministro. (con fonte Afp)

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