Riflettori sulle tecnologie emergenti al Parlamento europeo

Riflettori sulle tecnologie emergenti al Parlamento europeo

BRUXELLES - Finanziare la ricerca sulle tecnologie più avveniristiche deve essere una priorità nel prossimo bilancio europeo perché saranno queste tecnologie a dare all'Europa la leadership in un mercato globale sempre più competitivo, è il messaggio che hanno lanciato da Bruxelles scienziati europei riuniti in un seminario organizzato al Parlamento europeo dalle eurodeputate Pd Patrizia Toia e Isabella De Monte.

 

Mani robotiche, nervi artificiali, l'interazione tra l'uomo e i computer, le tecnologie del quantum sono alcune delle ricerche finanziate dal programma Horizon 2020 nell'ambito del progetto sulle tecnologie emergenti FET "Future and Emerging Tecnhologies". Il successo del programma è sintetizzato dallo studio di impatto: il 25% dei progetti FET ha portato alla richiesta di brevetti a tre anni dalla fine della ricerca, un progetto su otto ha generato delle start-up, il 40% dei finanziamenti è andato a piccole e medie imprese.



"E' molto difficile per le PMI poter fare delle stime su eventuali profitti derivanti da ricerche a così ad alto rischio" ha detto Olivier Frey, biologo di InSphero AG e autore di studi su cellule in vitro 3D , "ed è qui che il finanziamento europeo puo' farE la differenza consentendo alle PMI di investire su tecnologie che domani potrebbero cambiare il mondo". Per Daniela Corda, Direttore dell'istituto di biochimica delle proteine del CNR, il valore aggiunto del progetto FET è proprio nella massima libertà concessa ai ricercatori, "perché l'innovazione viene proprio dall'impensabile, dalle idee più pazze".

 

Se l'Europa vuole continuare ad essere all'avanguardia, è importante che mantenga investimenti elevati nella ricerca ad alto rischio, ha sottolineato Maria Chiara Carrozza della Scuola Superiore Sant'Anna: "Non ci sono alti profitti, senza alti rischi" Lo stretto legame tra ricerca e industria che trasforma in applicazioni le scoperte degli scienziati e l'approccio multidisciplinare del programma sono le chiavi del successo, secondo la Commissione europea. "I risultati vanno ben oltre quello che speravamo quando abbiamo iniziato 25 anni fa" ha detto Khalil Rouhana, direttore generale aggiunto della Dg Connect, ricordando che la Commissione ha investito in questo settore in misura sempre maggiore nel corso degli anni.

 

Il programma di ricerca e innovazione di Horizon 2020 ha stanziato circa 2,5 miliardi di euro per FET nell'attuale ciclo di bilancio, per finanziare 180 progetti da 40 paesi dentro e fuori l'UE. "Ci batteremo perché il programma di ricerca europeo sulle tecnologie emergenti FET mantenga un finanziamento adeguato anche nel prossimo bilancio", ha concluso Patrizia Toia, vice-Presidente della Commissione Industria, proprio nella settimana in cui il Parlamento europeo discute per definire la propria posizione in vista del negoziato con le altre istituzioni europee sul bilancio europeo post 2020.


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