La Commissione Ue sulle elezioni olandesi: "Paesi Bassi sono membro fondatore, contiamo su di loro"

BRUXELLES - "I Paesi Bassi sono un membro fondatore dell'Unione europea" e "continuiamo ovviamente a contare sulla forte partecipazione del governo e dei cittadini olandesi all'Unione europea". Lo ha detto il portavoce della Commissione europea, Eric Mamer, rispondendo a una domanda sui timori di una possibile Nexit, l'uscita dei Paesi Bassi dall'Ue, all'indomani della vittoria dell'ultradestra di Geert Wilders alle elezioni politiche. "Le elezioni si svolgono a intervalli regolari negli Stati membri e questo di per sé non mette in alcun modo in dubbio l'appartenenza di qualsiasi paese all'Ue", ha sottolineato Mamer.

La vittoria dell'ultradestra di Wilders alle elezioni politiche in Olanda è sempre più netta. A spoglio quasi terminato, quando mancano poco meno di trenta comuni da scrutinare su 346, il partito per la libertà (Pvv) del leader anti-Islam e anti-Ue conquista 37 seggi, due in più di quanto previsto dai primi exit poll, ed è primo con il 23,7% dei voti.

A grande distanza, la lista dei Laburisti-Verdi (PvDA-GL) di Frans Timmermans ottiene 25 seggi (15,6% dei voti), aggiudicandosi di misura il secondo posto sui liberali di destra (Vvd) del premier uscente Mark Rutte, guidati dalla leader dalle origini curde Dilan Yesilgoz, ai quali vanno 24 seggi (15,2%). Il Nuovo contratto sociale (Nsc) fondato dall'outsider cristiano-democratico Pieter Omtzigt ottiene invece 20 seggi, con il 12,9% dei voti.

Tra gli altri partiti, molto staccati dai quattro protagonisti del voto, il Movimento dei cittadini boeri (Bbb) a rappresentanza degli agricoltori conquista 7 seggi (4,7%). Batosta invece per i liberali di sinistra del D66, al governo durante il Rutte IV, scelti questa volta solo dal 6,2% degli elettori e scivolati così a 9 seggi. Indietro il populista Thierry Baudet con il suo Forum per la Democrazia (FvD), fermo a 3 seggi con il 2,2%.

"Se diventassi premier, lo sarei di tutti gli olandesi, indipendentemente dalla loro religione, preferenza sessuale, colore di pelle, genere o altro", ha detto il leader dell'estrema destra olandese (Pvv), Geert Wilders, all'indomani della vittoria elettorale, secondo quanto riportato dall'agenzia olandese Anp. Le restrizioni all'immigrazione e alle politiche d'asilo restano i punti cardine del suo programma. "Se sei primo ministro hai un ruolo diverso rispetto a quello di leader dell'opposizione", ha spiegato Wilders, invitando gli altri partiti a "cercare un terreno comune" e collaborare per formare una coalizione.

Baudet ha auspicato la formazione di "un governo di destra", assicurando la sua piena disponibilità a "contribuire in qualche modo" a una possibile maggioranza con gli ultranazionalisti del Pvv di Geert Wilders, vincitori delle elezioni. Il capo del Forum per la democrazia (FvD), incolume dopo essere stato aggredito alla vigilia del voto con una bottigliata in testa durante una riunione in un bar a Groningen, si è congratulato con Wilders per "un risultato eccezionalmente positivo, molto speciale". Pur deluso dal risultato del suo partito, che ha ottenuto soltanto 3 seggi con il 2,2% dei voti, Baudet ha affermato che "continuerà il lavoro in Parlamento". L'esito del voto, ha spiegato ancora il deputato olandese, è "un'istantanea frutto di una 'battaglia per i più grandi', piuttosto che un segno generale di perdita di fiducia degli elettori nel Forum per la democrazia".

"La sinistra in Europa finalmente si svegli su migrazione e inflazione: se non risolviamo i problemi della migrazione sul terreno, Wilders e gli altri continueranno a guadagnare terreno", ha detto il capogruppo dei popolari al Parlamento europeo, Manfred Weber, commentando i risultati delle elezioni in una dichiarazione all'Ansa.  "Chiunque voglia combattere l'estremismo deve ascoltare le persone, prendere sul serio i loro problemi, e portare soluzioni concrete", ha aggiunto.

Anche l'ultradestra austriaca si è unita alle celebrazioni per la vittoria di Wilders. "Sono orgoglioso dei miei amici politici e della nostra alleanza", ha scritto su X il segretario generale e capo delegazione del Partito della libertà austriaco (Fpoe) al Parlamento europeo, Harald Vilimsky, postando una foto in cui è ritratto insieme allo stesso Wilders, al leader della Lega, Matteo Salvini, e alla presidente del Rassemblement National, Marine Le Pen.

"Ieri gli elettori in Olanda hanno punito l'ex commissario Timmermans" perché le sue "sono teorie che poi a confronto con l'elettorato non prendono piede", ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al Forum di Conftrasporto, parlando di "dogma di fede" sull'ambiente, "imposto da Timmermans e Greta Thunberg". Quindi "su tutto quello che riguarda le emissioni di C02 bisogna procedere con prudenza e intelligenza", ha sottolineato il ministro degli Esteri.

"Siamo orgogliosi della campagna di Frans Timmermans, alla guida di Laburisti e Verdi, in Olanda e del forte messaggio di uguaglianza, inclusione e diversità contro la politica dell'odio, della discriminazione, dell'intolleranza e della xenofobia", ha scritto su X la capogruppo dei Socialisti al Parlamento europeo, Iratxe Garcia Perez. "Rimarremo saldi e uniti per difendere i nostri valori contro l'estrema destra e la sua normalizzazione", ha sottolineato.

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