Giustizia: Ue cerca intesa su regole per prove elettroniche

BRUXELLES - "Quando polizie e pm hanno bisogno di prove digitali, che si trovano all'estero, devono chiedere l'approvazione all'altro Stato membro, con tempi molto lunghi, in genere circa 100 giorni. Dobbiamo essere più veloci. Inoltre le società digitali incaricate di fornire prove elettroniche, talvolta non adempiono. Non possiamo continuare così". Lo ha detto il commissario europeo Vera Jurova arrivando alla riunione dei ministri della Giustizia Ue, dove per l'Italia è presente il guardasigilli Alfonso Bonafede. Al consiglio è previsto che i 28 ministri raggiungano un accordo sul regolamento sulle prove elettroniche, che mira a facilitare l'accesso delle autorità di contrasto alle prove elettroniche conservate in un altro Stato membro. "Abbiamo bisogno di certezza giuridica, di procedure rapide e più affidabili che consentano alle autorità di ottenere le prove elettroniche in tempi più brevi - insiste Jurova -. Inoltre speriamo di raggiungere un'intesa, perché il tempo corre, e vorrei avviare i negoziati con gli Usa sullo scambio reciproco di prove elettroniche in caso di indagini penali".

 

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