Avvoocato Corte Ue, decisione quota Finivest a Bce

Secondo l'avvocato, le autorità nazionali competenti quali Bankitalia "agiscono come soggetti incaricati della preparazione delle decisioni". Il caso era nato nel 2014 e coinvolge Berlusconi.

BRUXELLES - Spetta esclusivamente alla Bce e a Tribunale e Corte Ue la decisione sui procedimenti di autorizzazione e acquisizione o incremento di partecipazioni qualificate in istituti bancari. Sono le conclusioni a cui è giunto l'avvocato generale della Corte di giustizia europea Campos Sánchez-Bordona nella causa che riguarda il caso Berlusconi-Banca Mediolanum in merito all'obbligo di dismissione delle quote di Fininvest eccedenti il 9,9 per cento.

 

Secondo l'avvocato generale, "gli organi giurisdizionali dell'Unione sono competenti in via esclusiva a sindacare la legittimità degli atti della Bce e degli atti preparatori compiuti nei procedimenti di autorizzazione di acquisizione o incremento di partecipazioni qualificate in istituti bancari" e, in questo ambito, "i giudici nazionali non sono competenti a svolgere un controllo giurisdizionale sugli atti preparatori adottati dalla Banca centrale nazionale", ovvero Bankitalia in questo caso, "indipendentemente dal tipo di processo nel quale essi sono chiamati a pronunciarsi".

 

Il caso nasce quando nel 2014 l'Italia ha esteso alle società di partecipazione finanziaria mista i requisiti di onorabilità dei dirigenti previsti per le banche. Fininvest ha chiesto quindi alla Banca d'Italia l'autorizzazione a detenere una partecipazione qualificata nella società Mediolanum, ma Bankitalia ha respinto la domanda in quanto Berlusconi, condannato per frode fiscale, non soddisfaceva il requisito. Di conseguenza via Nazionale ha ordinato la vendita delle partecipazioni eccedenti la soglia del 9,999% consentita dalla legge. Con sentenza definitiva del 2016, il Consiglio di Stato ha però annullato la decisione della Banca d'Italia. Intanto, nel 2015, la società Mediolanum è stata incorporata nella banca Mediolanum, e Fininvest è divenuta titolare di una partecipazione qualificata in un istituto di credito. Nel 2016, quindi, seguendo le indicazioni della Bce, Bankitalia ha avviato d'ufficio un procedimento amministrativo sull'autorizzazione della partecipazione qualificata di Fininvest in Mediolanum. La Bce ha quindi deciso nell'ottobre 2016, sulla base di una proposta della Banca d'Italia, di opporsi all'acquisizione delle quote, in quanto c'erano "dubbi fondati" sull'onorabilità degli acquirenti. Fininvest e Berlusconi hanno quindi fatto ricorso al Consiglio di Stato, sostenendo che questa decisione fosse nulla in quanto c'era già stata una sentenza definitiva nel 2016. Il Consiglio di Stato si è quindi rivolto alla Corte di giustizia.

 

Nelle sue conclusioni odierne, l'avvocato generale Manuel Campos Sánchez-Bordona ritiene che per "l'autorizzazione ad acquisire o aumentare le partecipazioni qualificate in enti finanziari", "la decisione finale spetta, in via esclusiva, alla Bce" dove le autorità nazionali competenti quali Bankitalia "agiscono come soggetti incaricati della preparazione delle decisioni". Inoltre, "simmetricamente", la competenza a svolgere il controllo giurisdizionale "deve spettare esclusivamente al Tribunale dell'Unione europea e alla Corte di giustizia". Di conseguenza per l'avvocato generale "la Corte di giustizia dell'Ue è competente in via esclusiva" e "le giurisdizioni nazionali sono incompetenti a svolgere il controllo", e questo "anche qualora venga esercitata un'azione di nullità" in cui "viene fatta valere" una precedente sentenza nazionale.

 

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