Stralivigno, Epiney vince e dedica il trionfo al Venezuela
L’atleta di Sondalo Massimiliano Zanaboni aveva la vittoria in tasca, ma una caduta in località Tagliede lo ha fermato

Stralivigno, Epiney vince e dedica il trionfo al Venezuela

Toccante pensiero al Paese della moglie. Determinante lo stop di Zanaboni - Donne: trionfa Patelli.

Ti aspetti la vittoria di Max Zanaboni e poi a tagliare il traguardo a braccia alzate è lo svizzero Lucien Epiney. Vittoria dalla dedica particolare quella di Epiney, già secondo lo scorso anno, visto che impresso a pennarello sulla sua canotta gialla spiccava lo slogan “hands off Venezuela” (giù le mani dal Venezuela), una dedica al paese natio della moglie, visto le difficili condizioni in cui versa il Paese sudamericano.

Massimiliano Zanaboni, il forte runner sondalino portacolori delle Valli Bergamasche, quando era praticamente lanciato verso la vittoria ha incontrato l’inghippo che non ti aspetti. A 5 chilometri dal traguardo l’”highlander” ha dovuto suo malgrado alzare bandiera bianca e causa di un gran dolore alla schiena e si è dovuto ritirare dai giochi. «Peccato, è da tutta la settimana che avvertivo qualche dolore muscolare. In gara sentivo che avevo qualche problema, nelle discese in particolare. Al 17° chilometro avevo una quarantina di secondi di vantaggio sullo svizzero, ma poi in discesa mi è venuta una forte fitta alle gambe che ha compromesso la schiena».

Dal canto suo lo stesso vincitore Lucien Epiney, che ha portato a termine la sua fatica con il crono di 1.16.52, ha dimostrato una grande lucidità e onestà: «Sono stato davvero fortunato, se Zanaboni non avesse avuto quel problema alla schiena sicuramente non avrei vinto. All’inizio ho potuto sfruttare la scia dei primi staffettisti, poi a un certo punto mi ha preso Zanaboni, distaccandomi. Il finale lo conosciamo». A proposito di giornate no, anche Marianna Longa si è ritirata dopo la seconda metà gara quando era in seconda piazza, perché non in condizione di portare a termine la prova.

Tornado ai primi classificati, il podio resta comunque molto valtellinese-lecchese, visto la piazza d’onore di Stefano Sansi, del Csi Morbegno, a due minuti dal vincitore in 1.18.55 e del portacolori dell’atletico Lecco-Colombo, Michele Azzoni, terzo in 1.19.56. Alle loro spalle il finlandese Kari Varis e quinto l’ex biathleta di Bormio, Andrea Majori, bravo a chiudere in 1.21.02. Tra i top ten e più precisamente in ottava piazza, il super ambassador di Livigno, il forte ironman di fama mondiale Giulio Molinari, autore del finish time: 1.21.48.

Parla bergamasco, invece, la gara al femminile, grazie a una super Eliana Patelli, che sebbene sia praticamente di casa a Livigno visto i lunghi periodi estivi trascorsi in quota, per lei è stata solamente la sua seconda partecipazione alla Stralivigno. Non c’è stata storia per la super maratoneta della Fe Castello Radici, visto la sua chiusura in 1.30.56. «Mi sento anch’io un po’ livignasca, quindi vincere qui per me è fantastico», ha detto. Piazza d’onore per una sorprendente e sorpresa Simona Fazzini, di Premana, in 1.38.15, mentre sul terzo gradino del podio è salita la “mammina volante locale” Elena Lafranconi, lecchese di origine ma da anni trapiantata a Livigno. Stralivigno 2019 promossa e baciata da un sole al quanto estivo per la gioia degli oltre 1200 al via.


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