Fabiana Fachin fa la storia
dello snowboard in Valdidentro

Domenica nell’ultima giornata dei Campionati Mondiali Juniores di snowboard alpino, sulle nevi austriache di Lachtal, la 20enne snowboarder valtellinese ha centrato, al fianco del compagno di nazionale Mike Santuari, una super medaglia di bronzo nel parallelo misto a squadre che ha concluso la rassegna iridata juniores

Fabiana Fachin fa la storia dello Snowboard in Valdidentro. Domenica nell’ultima giornata dei Campionati Mondiali Juniores di snowboard alpino, sulle nevi austriache di Lachtal, la 20enne snowboarder valtellinese Fabiana Fachin ha centrato, al fianco del compagno di nazionale Mike Santuari, una super medaglia di bronzo nel parallelo misto a squadre che ha concluso la rassegna iridata juniores. La coppia azzurra ha superato nella finale per il terzo posto l’Ucraina formata da Kabaliuk e Pavliuk, con l’oro andato a Germania 1 (Riel/Jansing) sugli Stati Uniti. Un bronzo davvero meritato per l’Italia che sino a quel punto del mondiale non aveva ancora colto alcuna medaglia, sfiorandola però più volte soprattutto sabato nello slalom parallelo con il quarto posto raccolto dallo stesso Santuari. Un risultato per Fabiana ancora più speciale perché ottenuto davanti a mamma Francesca maestra di sci di fondo e papà Angelo, ex fondista attualmente finanziere del soccorso alpino della tenenza GdFdi Bormio, genitori di una famiglia numerosa fatta di 5 femmine ed un maschio, i quali hanno sempre garantito ai propri ragazzi di poter svolgere l’attività agonistica malgrado i rinomati costi che lo sport dei giorni d’oggi impone.

E per inseguire il suo sogno Fabiana a 14 anni ha lasciato Pedenosso per frequentare a Malles il Val Venosta la scuola in lingua tedesca Sportoberchüle di Malles, istituto frequentato anche da Dominik Paris e Dorothea Wierer. «Sono felicissima ce lo siamo proprio meritata -ammette Fabiana già presente anche nel circuito di Coppa del mondo quest’anno e vincitrice due settimane fa a Lenzerheide della sua prima tappa di Coppa Europa -. Entrambi eravamo consci del nostro potenziale, ci abbiamo creduto sino alla fine. La gioia per averla condivisa con il mio compagno Mike è immensa, lui ha saputo darmi un sacco di tranquillità e assieme abbiamo vinto questa medaglia anche per il team che io reputo eccezionale per il clima che si respira, tanto disteso quanto serio e professionale. Ci tengo molto a ringraziare i miei genitori in primis per il sostegno e gli sforzi fatti, gli allenatori Alessio Amorth e Cristian Algeri che mi hanno fatto migliorare non poco durante questa stagione e a credere più in me stessa. Un altro grazie va a Gert Ausserdorfer e Mirko Barcatta presenti al nostro fianco.

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