Pedrolini e Moraschinelli alla grande
La camminata aperta a tutti si trasforma come sempre in una grande festa

Pedrolini e Moraschinelli alla grande

Vincono lo “SLAlom” delle Piramidi di Postalesio. In seicento hanno sfidato la nebbia e un tracciato difficile per una giornata di sport e per lottare contro la Sla

Con la loro eleganza ovattata nella nebbia, le Piramidi hanno decretato i due nuovi atleti da iscrivere nell’albo d’oro; si è trattato di Ugo Pedrolini, primo in 48’17” (2° Luca Raschetti , 3° Marco Gavazzi) e di Lucia Moraschinelli, prima in 58’14” (davanti a Stefania Bulanti e Barbara Gatti ). «Sentiero bellissimo – il commento di Pedrolini -, salita secca e discesa tecnica che non finiva più. Nel complesso tutto bene; il terreno era un po’ bagnato, ma accettabile. Ho pure sbagliato strada e ho dovuto recuperare, ma alla fine ce l’abbiamo fatta».

Lucia Moraschinelli: «Percorso molto muscolare, tosta come gara: 600 metri di salita ripida e altrettanti di discesa libera, ma bella». Nella corsa 209, nella camminata 410 (esclusi i “quattro zampe”) i presenti. Ma la camminata per gli “argento-vivo” è finita in una corsa che ha vinto Leon Bordoli, 13 anni: «bel ritmo, ho sbagliato strada, corretto e recuperato e pure vinto».

Un mega tricolore, Carluccio Bordoni: «Sono belle anche queste corse su e giù per i boschi; chiaro, non è la mia corsa, ma sono belle perché ti svaghi un po’ con la mente. Il panorama è bello, l’ambiente magnifico, 8 km nervosi». Con la joelette anche Carlo Tarabini: «Una novità per me, una prima volta che mi trovo coinvolto in questa… avventura. Bella, divertente, sui sentieri è andata bene, a me, bisogna sentire loro» e indica Francesco, Saverio, Emanuele, il suo staff; «Sentiero, il bosco, con passaggi tecnici» dice Francesco, tutto sommato radioso. Massimo Parolo, referente Aisla di Sondrio con Giuseppina Baldelli: «Una giornata meravigliosa, con tanti partecipanti: speriamo di andare avanti sempre così, con questa “simpatia”; specialmente le famiglie degli ammalati di Sla hanno bisogno di sostegno nella cura di chi è colpito dal male, sempre con l’occhio rivolto alla ricerca, al debellamento di questa degenerazione neuronica».


© RIPRODUZIONE RISERVATA