Sabato 31 Maggio 2014

Parma premia Rancati

Tra le stelle dei ducali

con Buffon e Ancelotti

Sono passati oltre quarant’anni dalla bella esperienza con la maglia del Parma e la società emiliana non solo non l’ha dimenticato, ma gli ha allestito una grande festa.

Stiamo parlando di Orazio Rancati, sondriese classe 1940, che proprio nei giorni scorsi è stato insignito dal “Tardini d’argento”.

Ma non è l’unica grande soddisfazione per l’ex allenatore del Sondrio che, in occasione del recente centenario della società parmense, è stato inserito tra i 100 giocatori e allenatori più forti di questa lunga storia. Solo per fare qualche nome, insieme a nomi come Buffon, Thuram, Cannavaro, Ancelotti e Sacchi.

Culmine della carriera

«È stata davvero una gradita sorpresa per me – confessa Rancati –, anche perché non mi aspettavo potessero ricordarsi dopo tanto tempo. In terra emiliana ho passato dal 1969 al 1972 in serie B e C tre anni molto belli, il culmine della mia carriera calcistica». Conditi da numeri di tutto rispetto: 91 partite in cui, come mezzala di punta, mise a segno ben 41 gol guadagnandosi, già dalla seconda stagione, la fascia di capitano. Quando se n’è andato, per dare un’idea dell’impronta da lui lasciata, usci il libro: “Zibaldone crociato, ciao Rancati”.

«Sono stati anni unici – riprende l’ex parmense –. Con il supporto di un grande pubblico che m’incitava (al cinema erano gli anni di Brancaleone) con il grido “Ranca, Ranca, Ranca/ leon, leon, leon”. Per due stagioni consecutive sono stato proclamato miglior giocatore della squadra, nell’altro anno fui comunque terzo. Però avveniva tanto tempo fa». «La consegna di questo premio è uno dei tanti stupendi momenti che ho vissuto nel calcio, nell’ultimo periodo vorrei ricordare anche il centenario dell’Inter». Non bisogna dimenticare, infatti, che all’inizio di carriera Rancati ha militato nella squadra milanese, nel periodo in cui ha vestito la maglia della Nazionale olimpica di Roma (1960), che comprendeva, tra gli altri, Gianni Rivera, Giovanni Trapattoni e Giacomo Bulgarelli.

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