Mostacchi replica al mister del Como: «Non accetto lezioni»
Oriano Mostacchi, presidente del Sondrio, respinge le accuse

Mostacchi replica al mister del Como: «Non accetto lezioni»

Calcio serie D, in vista della partita di domenica non si placano le polemiche sulla gara di andata. «Sono stati loro ad avere atteggiamenti sopra le righe».

Domenica il Sondrio va a far visita al Como, in un match valido per la quartultima giornata del girone B del campionato di serie D: i biancazzurri valtellinesi hanno conquistato pochi giorni fa, grazie al successo contro l’Ambrosiana, la matematica certezza della salvezza, mentre i lariani, tornati al primo posto, battagliano comunque punto a punto con il Mantova per ottenere la promozione in serie C. Forse proprio vista l’importanza dei tre punti in palio domenica al Sinigaglia per Gentile e compagni, i dirigenti lariani, in particolare il responsabile tecnico Ninni Corda, sono tornati su quanto accaduto prima, durante e dopo il match d’andata tra le due squadre alla Castellina, addossando ancora una volta la totale responsabilità di quanto accaduto ai tesserati del Sondrio.

Doverosa, dunque, una replica da parte del presidente proprio dei biancazzurri valtellinesi Oriano Mostacchi.

Presidente Mostacchi, nei giorni scorsi il responsabile tecnico del Como Ninni Corda ha ribadito che “tutto il casino successo all’andata è colpa loro”, quindi del Sondrio, e che domenica “loro di certo non si sposteranno”. Già a dicembre le accuse dei lariani non le erano piaciute, quindi immaginiamo non le facciano piacere nemmeno oggi.

«Io non voglio fare polemiche, ma sinceramente non mi va nemmeno di accettare lezioni da qualcun altro. Anche perché, per quanto riguarda la gara d’andata, siamo stati noi ad essere letteralmente “invasi” dai loro atteggiamenti, diciamo, sopra le righe. Atteggiamenti che, a quanto mi risulta, il Como ha avuto anche su altri campi e che non sono stati particolarmente apprezzati anche da altre società».

Indipendentemente da quanto accaduto a dicembre nella gara d’andata, che Sondrio sarà, secondo lei, quello che domenica scenderà in campo al Sinigaglia contro il Como?.

«Loro continuano a parlare di un Sondrio “con il coltello tra i denti”. Noi andremo a Como per fare la nostra onesta partita, ci impegneremo, ma non scenderemo certo in campo per “fare la guerra”. Per il Sondrio poter giocare al “Sinigaglia” sarà qualcosa di speciale, la partita entrerà in ogni caso negli annali della nostra società, per noi sarà comunque una festa».

Ha parlato di una partita speciale per il Sondrio e quella contro il Como lo sarà, forse ancor di più, per lei, che è legato alla città lariana anche e soprattutto da motivi di lavoro.

«Io sono spesso a Como per lavoro e amo questa città. Mi piacciono anche i tifosi del Como: sono molto caldi e “accesi” e credo che a ogni squadra piacerebbe avere tifosi così. Proprio ai supporter lariani auguro che finalmente, visto anche il cambio di proprietà appena avvenuto, abbiano una società che sia in grado di riportare loro e la squadra dove meritano e dove compete loro. Per quanto mi riguarda, io sarò in tribuna domenica e mi godrò una giornata che, come detto, entrerà sicuramente a far parte della storia del Sondrio».


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