Venerdì 01 Novembre 2013

La Bm a Tavernerio

Pezzini ospita Como

Triulzi in palleggio con la maglia della Bm Italia Arredamenti

Tocca alla Bm Italia Sondrio aprire questa sera, con la trasferta a Tavernerio (palla a due alle 21.30), il sesto turno d’andata del campionato di serie D di basket.

Domenica pomeriggio sul parquet la Pezzini Morbegno, che ospita alle 17.30 la Pallacanestro Como. I due quintetti valtellinesi hanno i migliori attacchi del girone B.

I neroverdi con 271 punti, alla media di 74.2 a partita, sono in vetta alla graduatoria, seguiti dai cugini della Bassa Valle con 350 punti globali e un 70 di media a match. La sorpresa diventa ancor più grande se si passa a considerare i singoli, con un terzetto made in Valtellina sul podio dei cecchini: sul gradino più alto, nella media punti, è il sondriese Triulzi, seguito dal “solito” Favero e dal compagno di colori Gianola.

Un’inversione di tendenza, almeno in questo inizio di torneo, che non può che far piacere. «L’anno scorso facevamo fatica a trovare la via del canestro, adesso invece viaggiamo a oltre 70 punti di media - conferma coach Gianoncelli, che però non è ancora del tutto soddisfatto della sua squadra -. In difesa, talvolta, non siamo precisi e concediamo troppo. Vorrei vedere un po’ più di concentrazione e di determinazione, anche se comprendo che non è possibile averla per tutti i quaranta minuti».

Questa la Bm Italia che va alla ricerca di una doppia “prima volta”: il primo successo esterno, dopo i due stop iniziali e il primo referto rosa in viaggio contro le comasche (ko prima con Erba e poi con Como). Proprio Como è sulla strada della lanciatissima Pezzini. Lariani con la peggior difesa che dovranno vedersela con l’attacco dei morbegnesi, che non fa fatica a trovare il canestro. E non solo con il cecchino Tarabini. Nell’ultimo turno sugli scudi anche Feloj e Tocalli.

«Stefano prende fiducia quando le cose vanno bene - spiega coach Busi -. Chicco diventa il fattore determinante nei momenti decisivi. Oltre che un ottimo giocatore, con tutte le caratteristiche positive che conoscevo, è anche un grande professionista. Pensavo non fosse semplice per lui inserirsi negli schemi della squadra, visto che può allenarsi assieme a noi solo una volta alla settimana. Invece non è stato così: Chicco, per rimediare, al secondo allenamento mi ha chiesto il book dei giochi, per studiarli. E questo ti fa capire la sua grande professionalità».

Busi non dimentica gli altri giocatori. «Siamo un gruppo molto unito, che sta assieme da diversi anni e questa è la nostra forza - dice -. Anche chi non segna offre il suo contributo. Come Castelli che non ha tanti punti, ma nelle ultime partite è rimasto sul parquet per molti minuti, giganteggiando in mezzo all’area colorata».  

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