«Il Trofeo Vanoni è la gara dell’anno»

Ore di vigilia per la storica edizione numero sessanta, che vedrà al via anche Giovanni Tacchini. «Sarà la mia quindicesima partecipazione, avrò compagni di alto livello, col Csi Morbegno puntiamo a ben figurare»

«Il Trofeo Vanoni è la gara dell’anno»
Giovanni Tacchini, portacolori del Csi Morbegno, da tredici edizioni gareggia con la prima squadra del sodalizio dei diavoli rossi

Ore di vigilia per la storica edizione numero 60 del Trofeo Vanoni. Csi Morbegno in piena attività per curare gli ultimi dettagli di una kermesse che si annuncia da record. Sono tanti i personaggi legati a questa manifestazione, ognuno con una storia da raccontare. Per un morbegnese doc correre una gara prestigiosa come il Trofeo Vanoni con la maglia del Csi è da sempre motivo d’orgoglio. La gente ti ferma per strada, si sincera sul tuo stato di forma, ti fa sentire importante e il giorno della gara ti spinge a dare il massimo.

Se un runner della città del Bitto su quindici partecipazioni, tredici riesce a correrle nella prima squadra, anche solo per la continuità di risultato può a pieno titolo essere considerato tra coloro che hanno contribuito a scrivere alcune pagine di storia di questa mitica kermesse.

Classe 1984, 33 anni compiuti e ancora tanta voglia di correre, domani Giovanni Tacchini si impegnerà allo spasimo a fianco di due compagni di livello come il capitano Marco Leoni e l’astro nascente dei diavoli rossi Stefano Martinelli.

«Il Trofeo Vanoni per un morbegnese rappresenta la gara dell’anno – ci ha confidato -. Un appuntamento da non bucare che tu sia o meno in condizione. Dopo averla vissuta da spettatore fin da bambino, ho iniziato a correre il Minivanoni nel 1998. In seguito il primo vero Vanoni l’ho corso da Junior nel 2002. Da allora ho preso parte a ben 14 edizioni, di cui 12 nella prima squadra, che quest’anno diventano 15 e 13. Rappresentare la prima squadra della società organizzatrice è prima di tutto un orgoglio, ma ti attribuisce anche molta responsabilità». Proprio questa responsabilità ti spinge a dare tutto in allenamento e raggranellare le energie residue: «Quest’anno per me è stata una stagione lunga e impegnativa, avendo fatto alcune scelte agonistiche diverse dal solito con gare di ultra trail. Ho comunque cercato di finalizzare i miei allenamenti in vista del Vanoni».

«Devo ammettere che entrare in squadra A è stata più dura del solito, in quanto la concorrenza in casa “diavoli rossi” era agguerrita - la sua considerazione -. Domani correrò a fianco di due formidabili compagni, che arrivano a questo appuntamento decisamente più in forma di me: Marco Leoni rappresenta da alcuni anni il punto fermo di questa squadra. È l’uomo di punta del nostro club e mira a far segnare il suo miglior tempo (gli auguro di migliorare anche il record societario)».

«Stefano Martinelli rappresenta invece il futuro che avanza; al secondo anno da Junior si è tolto varie soddisfazioni. Vestire la maglia azzurra ai Mondiali di Premana penso sia impagabile. Questo suo secondo Trofeo Vanoni, il primo in squadra A, è per lui il coronamento di una stagione ad alti livelli. Correre con loro è un onore. Dovrò dare il 200 % per non farli sfigurare».

Vista la concorrenza, difficile azzardare un pronostico. «Sarà un’edizione spettacolare, con le migliori squadre italiane, composte da atleti della nazionale e alcune compagini straniere di altissimo livello - la chiosa -. Sicuramente l’obiettivo è confermarsi squadra di riferimento in provincia di Sondrio e centrare un risultato nelle prime 10 della generale. Magari nelle migliori 5 italiane».

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